Cannes 2017. In the Fade

In the Fade *

Katja’s life collapses after the death of husband and son in a bomb attack.
After the time of mourning and injustice, here comes the time of revenge.

Immagini di un cellulare, all’interno di una prigione tedesca. Uno dei detenuti, il curdo Nuri, di bianco vestito, esce dalla cella e nel tripudio dei compagni attraversa i corridoi e raggiunge la sua compagna per sposarsi nel refettorio del carcere.

Uscito di prigione lo ritroviamo a gestire un piccolo business con la Turchia. La moglie Katja e il figlio Rocco lo raggiungono nel pomeriggio.

La serenita’ familiare pero’ dura pochi istanti. Katja esce dall’ufficio e passa il pomeriggio con la sorella. La sera, al suo ritorno, una bomba ha devastato il negozio. Nuri e Rocco non sono neanche piu’ riconoscibili. Sara’ il DNA a provarne l’identita’.

La polizia fruga nelle loro vite. Nel passato di spacciatore di Nuri, nelle debolezze di Katja. Ma la soluzione e’ proprio quella suggerita dalla protagonista. Una bicicletta lasciata davanti all’ufficio, da una giovane donna bionda, tedesca.

Proprio quando sopraffatta dal dolore, Katja ha deciso di porre fine alle sue sofferenze, il suo avvocato, Danilo, le comunica l’arresto di due neonazisti.

La seconda parte del film e’ quella del processo. La terza si sposta in Grecia, sulle tracce dei responsabili…

Il film di Akin e’ una fantasia reazionaria e vendicativa, un revenge porn ideologicamente disgustoso, che non esita a manipolare e piegare i temi sollevati, con una superficialita’ e una disonesta’ intellettuale che spaventa.

Se la prima parte del film e’ finanche interessante nel dare vita ad un contesto familiare imperfetto e vitale, perfettamente plausibile e interessante, purtroppo tutto il resto e’ quanto di piu’ bieco e sbagliato si sia visto sinora su questi temi.

La sceneggiatura stessa utilizza ogni scorciatoia drammatica, per rendere palpitante la parabola di Katja, compreso un tentativo di suicidio nella vasca, interrotto da una telefonata dell’avvocato che annuncia gli arresti (!!!).

La rappresentazione del processo, che occupa tutta la parte centrale, e’ da sceneggiato televisivo, con un’approssimazione che lascia allibiti anche i non giuristi.

Naturalmente, in un film a tesi, come questo In the fade, la giustizia e’ solo un simulacro vuoto, una scena linda ed asettica, dove l’avvocato perfido dell’accusa e quello dal cuore d’oro, che difende Katja, hanno modo di duellare rusticanamente, sotto gli occhi di giudici comprensivi, ma con le mani legate dal garantismo.

Cliche’ su cliche’ su cliche’…

La rappresentazione dei due terroristi neri poi e’ completamente assente. Sono solo comparse sulla scena, con la faccia lombrosianamente perfetta, per incarnare la crudelta’ ariana.

Per la moglie e madre rimasta sola, abbandonata anche dalla giustizia, non resta quindi che la vendetta.

Con solo un breve ripensamento: poi, immersa nella natura e baciata dagli ultimi raggi di sole al tramonto, Katja decide di portare a termine il suo piano. Basterebbe questo breve momento bucolico ed estetizzante, nel prefinale, per dire tutta l’immoralita’ di Akin e del suo sciagurato film.

Ovviamente non puo’ esserci vendetta, se non con le stesse armi usate dai due folli: concime, benzina, chiodi e pentola a pressione. Ma si’, in fondo, siamo tutti kamikaze della domenica.

E’ davvero questo che ci vuole dire Fatih Akin? Che non ci sono solo attentatori mussulmani, ma la violenza e’ un patrimonio della nostra storia di europei? Incredibile a dirsi, nessuno di noi se n’era accorto!

E qual e’ la soluzione del cittadino ferito? Ma naturalmente l’unica possibile di fronte all’inerzia delle istituzioni: armatevi e partite per l’europa, stanando i seguaci di Alba Dorada con lo zaino esplosivo!

Nel catalogo dell’abiezione cinematografica, il film di Akin si conquista un posto d’onore.

Il fatto che sia in concorso a Cannes, e’ un elemento che sconcerta e colpisce ancora di piu’.

Abominevole.

CREDITS

Fatih AKIN – Director

Fatih AKIN – Script / Dialogue

Hark BOHM – Script / Dialogue

CASTING

Diane KRUGER – Katja Sekerci

Denis MOSCHITTO – Danilo Fava

Johannes KRISCH – Haberbeck

Ulrich TUKUR – Jürgen Möller

Samia CHANCRIN – Birgit

Numan ACAR – Nuri Sekerci

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