Cannes 2017. Hikari – Radiance

Hikari – Radiance *

Misako is a passionate writer of film versions for the visually impaired.
At a screening, she meets Nakamori, an older photographer who is slowly losing his eyesight.
Misako soon discovers Nakamori’s photographs, who will strangely bring her back to her past.
Together, they will learn to see the radiant world that was invisible to her eyes.

Beniamina del Festival di Cannes, fin dai tempi della Camera d’Or, conquistata con l’esordio Suzaku nel 1997, vincitrice del Grand Prix per Mogari no mori dieci anni fa, Naomi Kawase torna ancora una volta in concorso con un film si guadagna istantaneamente la maglia nera della selezione ufficiale, grazie ad un racconto, che brilla solo per la stucchevole artificiosita’ con cui e’ costruito.

Misako lavora come ‘traduttrice’ per realizzare le versioni dei film per i non vedenti.

Il suo lavoro e quello dei suoi colleghi e’ sottoposto al confronto con un gruppo di ciechi, per mettere a punto una traduzione adeguata del racconto per immagini, senza togliere spazio alla fantasia degli spettatori e senza tradire le intenzioni degli autori.

Nel gruppo che collabora con Misako c’e’ un noto fotografo, che ha perso quasi completamente la vista ed e’ il piu’ feroce critico del suo lavoro.

Neanche a dirlo, dopo i primi scontri, si innamorerano: lui buttera’ la sua macchina fotografica da un burrone, mentre si scambiano il primo bacio appassionato di fronte al sole del tramonto.

Non contento, il fotografo distruggera’ anche le sue foto ed i negativi, inviando a Misako la sua ultima immagine. Una foto di lei, sfuocata. Naturalmente.

Il film e’ un concentrato di zuccheri, che neanche l’insulina potrebbe contrastare e che toglie ogni gusto ad una trama priva di alcuna originalita’. La Kawase sta addosso ai suoi personaggi, usa la camera a mano negli interni e qualche campo medio negli esterni, per cercare un inutile realismo. La musica, spesso in piano solo, non fa altro che amplificare la tortura, sottolineando ancor di piu’ il sentimentalismo pornografico del film, che finisce cosi’ per assomigliare pericolosamente ad un romanzo harmony, adattato per lo schermo.

Nel naufragio complessivo, affoga anche la bellissima protagonista Misaki Ayame, completamente spaesata nella sceneggiatura (?) della Kawase.

Da evitare, come la peste bubbonica.

CREDITS

Naomi KAWASE – Director

Naomi KAWASE – Script / Dialogue

DODO Arata – Director of Photography

Ibrahim MAALOUF – Music

SHIRAKAWA Setsuko – Set decorator

Tina BAZ – Film Editor

Roman DYMNY – Sound

Boris CHAPELLE – Sound

Olivier GOINARD – Sound

CASTING

NAGASE Masatoshi – Masaya Nakamori

MISAKI Ayame – Misako Ozaki

FUJI Tatsuya – Kitabayashi & Juzo

SHIRAKAWA Kazuko – Yasuko Ozaki

KANNO Misuzu – Tomoko & Tokie

KOICHI Mantarô – Sano

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