Cinema con vista: Free State of Jones

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All’ascesa di Trump alla Casa Bianca, Hollywood risponde con storie di libertà e uguaglianza. Nell’America di oggi si alzano muri, si parla di escludere invece di accogliere, e i cappucci bianchi del Klu Klux Klan hanno giurato fedeltà al nuovo presidente. Il razzismo, quello vero, è una malattia incurabile, e il cinema lancia il suo monito, per ricordare da dove siamo partiti. La storia è una ruota che gira, e Free State of Jones invita la platea a non dimenticare, per non riportare la tragedia della schiavitù nelle giungle urbane delle megalopoli odierne.

Mississippi, 1862. Newton Knight è un barelliere dell’esercito sudista che combatte una guerra non sua. Secondo la legge, chi possiede quaranta negri può tornare a casa e lasciare i meno abbienti al fronte. Ma Newt non può più accettare le ingiustizie di una società che cerca di schiacciare i poveri, e decide di disertare. Tornato a casa, scopre che la sua battaglia è appena iniziata: i soldati lo braccano, i confederati bruciano le fattorie e rubano i maiali ai disperati, e lo Stato opprime invece di aiutare. La giustizia muore sotto il fuoco dei fucili: in pochi sono disposti a ribellarsi, per rivendicare le ragioni dei più deboli e fermare l’ondata di soprusi che sconvolge il Mississippi.

Gary Ross difende i diritti civili col vigore della sua macchina da presa. Quasi ogni giorno la televisione mostra la violenza dei poliziotti bianchi sulla gente di colore, il KKK continua a bruciare le croci nei campi, e Free State of Jones torna indietro di quasi duecento anni per scuotere gli animi dei politici di oggi. La condizione degli oppressi descritta in 12 anni schiavo Birth of a Nation è un incubo da cui il mondo si è ormai risvegliato, ma una vera integrazione anche tra i cittadini di uno stesso Stato sembra ancora un’utopia. 

Ross si ispira a Robin Hood – Il principe dei ladri per costruire un protagonista inflessibile, che trova nella palude il proprio focolare. Tra il fango e i serpenti, Newton Knight fonda una comunità dove non esistono né divisioni, né segregazioni, né differenze di etnie. Bianchi e neri condividono il pane, e possono innamorarsi l’uno dell’altro senza temere ritorsioni. Ma questa è solo una piccola isola felice, circondata da un mare di tragica violenza. Perché la realtà di quegli anni vive di impiccagioni, di uomini perseguitati e uccisi per il colore della loro pelle.

Free State of Jones è un film solido, che si discosta dalla vena retorica di Birth of a Nation di Nate Parker. Ross mescola più generi per raccontare le tante sfaccettature della storia, e si affida a una narrazione avventurosa, che però non si allontana mai dalla verità. Il protagonista ha la barba lunga e il viso sofferente di Matthew McConaughey, che incarna con impeto e passione un uomo legato alla propria terra e ai propri valori. Se il suo Newton Knight fosse ancora vivo di sicuro non avrebbe votato per Trump, e sarebbe sceso in piazza per protestare in prima fila.

Mahershala Ali andMatthew McConaughey star in FREE STATE OF JONES

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