Points of view: The Gunman

gunman

Dopo l’entusiasmante blockbuster Io vi troverò (Taken), grande successo di pubblico e d’incassi interpretato da Liam Neeson, e la missione antiterrorista di From Paris with love movimentata dal personaggio scanzonato e “ammazzatutti” di John Travolta, il regista francese Pierre Morel resta, o per lo meno tenta di restare, nel genere dell’action thriller con The Gunman, tratto dal romanzo Posizione di tiro di Jean – Patrick Manchette.

Come in From Paris with love in cui l’azione è affidata ad un trio di attori internazionali, e cioè all’americano John Travolta, all’irlandese Jonathan Rhys – Meyers e all’attrice polacca Kasia Smutniak ben nota in Italia, in The Gunman Pierre Morel schiera nuovamente un trio internazionale composto dai big premi Oscar Sean Penn dall’America e Javier Bardem dalla Spagna, accanto ai quali viene scritturata l’attrice italiana Jasmine Trinca (La stanza del figlio, Miele). Come interpreti dei personaggi secondari, il cast include sempre attori di un certo livello come Ray Winstone, Mark Rylance e Idris Elba.

Con le premesse di un cast altrisonante, con Sean Penn come protagonista e produttore e l’esperienza di Pierre Morel che ha affinato le sue doti registiche e fotografiche lavorando con grandi registi francesi come Luc Besson, sembrava che The Gunman avesse tutte le carte in regola per replicare il successo di Io vi troverò. Purtroppo qualcosa è andato storto e il primo sentore negativo ci perviene dal mancato successo che il film ha riscontrato negli Stati Uniti.

La delusione deriva da una sceneggiatura debole, molto prevedibile e poco convincente che rende i propri personaggi stereotipati, della serie “tutto fumo e niente arrosto”, i cui interpreti non riescono ad esprimere al meglio il loro talento.

Sean Penn interpreta Jim Terrier un Agente Speciale Internazionale dal passato discutibile, innamorato della sua bella Annie (Jasmine Trinca), al quale, dopo un’ultima missione in cui uccide un’alta autorità del Congo, viene imposto di sparire dalla circolazione. Jim esce di scena affidando la protezione della donna all’amico Felix (Javier Bardem).

Fin dalle prime scene in cui Felix guarda con gelosia ed invidia lo stretto legame che c’è tra i due innamorati (Jim e Annie) si intuisce senza fatica come i rapporti sentimentali e di amicizia tra i tre cambieranno in seguito alla scomparsa di Jim.

Dopo otto anni Jim si trova in un villaggio del Congo dove lavora per un ONG (Organizzazione non governativa) che si occupa di fornire acqua potabile agli abitanti. Quando tre sicari cercano di ucciderlo, Jim è costretto a mettersi in viaggio, ricontattare il suo capo, i suoi colleghi e tutti coloro che possono aiutarlo per capire chi vuole ucciderlo e perchè. Jim ritrova Felix e Annie (lascio immaginare in che rapporti siano) e inizia la sua avventura per salvarsi la vita.

L’obiettivo delle sue lotte sarà anche quello di salvare la sua Annie ritrovata, la donna amata che tempo prima non aveva avuto alcun problema ad abbandonare senza voltarsi indietro.

The Gunman

Il personaggio di Jim, pur essendo un Agente Speciale, a parte sparare, picchiare e far scoppiare qualche bomba, non sfodera nulla di più. Il fascino e il carisma innato di Sean Penn non bastano a rendere il suo personaggio interessante in profondità, nei suoi sentimenti e nella sua storia passata. Ciò che prevale, infatti, è l’apparenza: un look da bello e dannato con un fisico muscoloso, scolpito e spesso a dorso nudo alla stregua di Rambo che combatte solo contro tutti.

Il personaggio di Annie, una dottoressa che inizialmente sembra avere il proprio lavoro, la propria personalità e indipendenza, finisce per mostrarsi la pupa del più forte di turno. A fare da contraltare a ciò, una nota di merito va riconosciuta a Jasmine Trinca che mostra di amalgamarsi bene con le scene drammatiche e d’azione con un’interpretazione che non stona. Certo, un grande passo in avanti nella carrierra della giovane attrice che dovrebbe essere stata molto felice di avere avuto la possibilità di lavorare accanto a Sean Penn con cui passa gran parte del film a baciarsi.

E poi c’è Felix. La performance di Javier Bardem dura poco e si conclude con un overacting da ubriaco esagerato che strappa il sorriso non perchè ironico ma perchè al limite dell’idiozia.

Quando poi spunta dal nulla un poliziotto dell’Interpol che si offre di aiutare Jim, si riconoscono quelle forzature che devono far volgere tutto verso la fine.

Le riprese svolte tra Congo, Inghilterra e Spagna devono aver richiesto l’impiego di un largo budget. Peccato per il risultato al di sotto delle aspettative.

L’apparenza è accompagnata da poca sostanza. Nell’azione non si riscontra quel di più che rende tutto adrenalinico, avvicente e coinvolgente e che spinge lo spettatore ad appoggiare con carica ed entusiasmo il suo protagonista, a seguirlo, rapito dalla sua battaglia, a combattere con lui. Ciò che si prova nel seguire le avventure di Sean Penn è lontano anni luce dal totale coinvolgimento, divertimento e grinta che accompagna la vicenda di Liam Neeson in Io vi troverò alla ricerca disperata della figlia rapita.

Quando il film finisce ci si chiede a cosa si abbia assistito: ad una storia d’amore? Assolutamente no, l’amore tra Jim e Annie non è poi così forte visto che entrambi dimostrano perfettamente di saper sopravvivere anche l’uno senza l’altra. Ad un thriller emozionante e ricco di suspence? No. Ad un thriller di puro intrattenimento? Forse si, se, indipendentemente dalla trama e dal contesto, si amano le scene d’azione di cui il film è certamente provvisto. Ad una continua sfilata di Sean Penn nei panni del duro? Si.

Una cosa è certa: Sean Penn, Javier Bardem e Pierre Morel potevano e possono fare di meglio.The Gunman 2

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