Sundance 2015: quinto report

Going Clear 1

Il quinto report dal Sundance comincia con un doc incendiario: Going Clear – Scientology and the Prison of Belief di Alex Gibney, dedicato alla setta religiosa, resa famosa da Tom Cruise e John Travolta.

Il film è prodotto dalla HBO che lo distribuirà sui suoi canali nel giro di un paio di mesi ed è basato sul pamphlet di Lawrence Wright.

Come molti dei film di Gibney, anche Going Clear è strutturato da una lunga serie di interviste. In questo caso sono molti degli ex adepti della chiesa ad intervenire, il più importante dei quali è Paul Haggis, il regista premio Oscar, fuoriuscito da Scientology da alcuni anni.

Going Clear parte dalle origini della fortuna di Ron Hubbard, dalla costruzione della chiesa e dal suo successo travolgente, sotto la guida del successore, David Miscavige.

E’ una storia di potere essenzialmente. E di corruzione.

La sala dove veniva presentato il film al Sundance è stata presa d’assalto, segno inequivocabile dell’interesse altissimo per l’argomento.

Il film si sofferma poi sul matrimonio tra Cruise e la Kidman, rivelando come la Chiesa avesse fatto spiare l’attrice, considerata una personalità scomoda per la setta.

People 2

Di tutt’altro tenore la commedia People, Places, Things dello scrittore e regista Jim Strouse: una storia d’amore ambientata a New York, che prova che l’amore può essere trovato in molte diverse relazioni. Il film è un bel biglietto da visita per il suo protagonista Jemaine Clement.

Alla festa di compleanno per i 5 anni delle sue gemelle, Will scopre la madre dei suoi figli in una situazione compromettente con uno dei suoi amici.

Il loro rapporto si rompe inevitabilmente, ma sarà lui ad andarsene di casa, finendo per vivere in un piccolo monolocale al Queens, insegnando come realizzare una graphic novel in una scuola d’arte.

Brooklyn 1

Da segnalare anche Brooklyn, adattamento di Nick Hornby di un romanzo irlandese di Colm Tóibín.

Il film racconta la storia di Eilis Lacey, un emigrante irlandese in America nei primi anni ’50, in cerca di fortuna.

La sua vita in un piccolo villaggio rurale irlandese viene travolta quando un’inaspettata possibilità di emigrare negli Stati Uniti convince Eilis a lasciare il proprio paese.

Ma l’avventura non pianificata è improvvisa e la protagonista è costretta ad abbandonare l’adorata sorella e la fragile madre, perdendo il calore degli affetti familiari.

La protagonista è Saoirse Ronan.

Russian 1

Tra le cose migliori viste al Sundance c’è il documentario The Russian Woodpecker diretto da Chad Gracia e dedicato all’artista russo Fodor Alexandrovich.

Il film racconta il disastro di Chernobyl alla luce dei recenti conflitti tra Russia e Ucraina, con immagini spettrali girati nella cittadina fantasma.

Le teorie complottistiche di Alexandrovich si nutrono di un racconto incredibilmente evocativo.

Altrettanto inquietante è il documentario di Michael Beach Nichols e Christopher K. Walker, Welcome to Leith.

Leith è una piccola cittadina del North Dakota, fatiscente ed abbandonata, che nel corso del 2012 e 2013 è stata letteralmente occupata da Craig Cobb e dai suoi seguaci della supremazia bianca, che l’ha trasformata in una sorta paradiso per razzisti e seguaci delle teorie hitleriane.

Il film è stato sostenuto da un foundraising su Kickstarter

Welcome to Leith 2

Da segnalare infine il doc The Wolfpack, in cui la regista Crystal Moselle intervista un gruppo di ragazzi che i genitori hanno deciso di tenere lontani dal mondo, segregati in casa per tutta la loro vita. I nove fratelli sono usciti rarissime volte ed il mondo entra dentro le loro vite solo attraverso i film e la televisione.

Il documentario è inquietante, ma solleva molte domande: come ha fatto la Moselle ha incontrarli? Perchè è stata ammessa a casa loro? In quali occasioni? E perchè poi d’improvviso il padre li lascia liberi di uscire dal loro appartamento?

The Wolfpack non fornisce risposte e gioca con un po’ troppa furbizia le sue carte, senza mai prendere una posizione…

the Wolfpack

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