A kind of blu: Lone Survivor

lone survivor stanze7

FILM

I soldati non sono robot mandati al fronte a combattere. Le pallottole non scalfiscono scudi di latta ma feriscono la carne, segnando corpo e spirito. I giovani militari che sono in Afghanistan a fare la guerra sono degli esseri umani supportati da famiglie che li hanno sofferti e pianti.

E’ questo lo sfogo di una madre di uno dei quattro Navy Seal della missione un tempo segreta Red Wings che, raccontata in un best seller dall’unico sopravvissuto Marcus Luttrel, è stata trasposta sul grande schermo dal regista Peter Berg ( Battleship, The Kingdom). Basandosi su una storia vera ricordata passo per passo da chi ha vissuto in prima persona, Lone Survivor parla di una carneficia, dello sventato tentativo di annientare una pericolosa cellula talebana di Al-Qaeda e della sparatoria che ne è seguita tra le montagne afghane.

Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emily Hirsch e Ben Foster prestano le movenze all’elitario gruppo di forze speciali di cui il film ci mostra, già dalle prime inquadrature, l’assidua temperanza, resistenza e dedizione al patriottismo americano.

Considerata la fedeltà al romanzo originale (negli extra scopriremo che l’autore ha incontrato e selezionato personalmente svariati registi), si evince come Lone Survivor presti attenzione a dare risalto alla memoria dei caduti, alla loro interazione e al senso d’amicizia che vige nei ranghi piuttosto che dedicarsi esclusivamente alla classica, quanto abusata, sparatoria del war movie. Berg non si avventura nelle motivazioni politiche del conflitto, tantomeno sulla sua moralità, ma riprende l’incredibile forza di un gruppo di maestri della guerra, umani e al contempo viscerali nei conflitti a fuoco; scalzando il manicheismo di genere, la pellicola ci mostra un Afghanistan che vive nel terrore della violenza talebana, una paura che smuove non solo l’esercito americano ma anche la popolazione locale che, se non fosse per la veridicità della storia, avrebbe il gusto di una comunione fraterna forzata ma che in Lone Survivor bilancia i crudi atti di ferocia.

lone survivor stanze9

VIDEO

Trasferito su un Blu-Ray Disc a doppio strato sfruttato quasi al completo, la traccia video è restituita in Full HD 1080p nel formato d’immagine originale 2.35:1 con una codifica MPEG-4 .

Forte di un riversamento trasparente su disco, il video di Lone Survivor spicca per la nitidezza dei tratti e la porosità dei primi piani. I visi dei Navy Seal sono ritratti super definiti al servizio delle cineprese Red Epic; il direttore della fotografia Tobias Schliessler segue i corpi dei soldati in ogni anfratto, che sia una caduta in uno strapiombo o una siesta sotto il pino, e in questi frangenti contrasto, luminosità e cromaticità non tradiscono le aspettative. La proiezione è di ottima qualità ed è variegata: s’incastrano con parsimonia diverse tecniche cinematografiche, dallo slowmotion alla shaky cam, dai caldi panorami ai panning sugli elicotteri in volo.

La colorazione ha predominanti beige e verde scuro che, specie sugli altopiani e nella foresta, è ricca e compatta; come detto poc’anzi, non mancano i campi lunghi del tramonto sulle aride valli, tantomeno dei time lapse dove rosso e azzurro la fanno da padroni. Alcune sequenze buie soffrono di rumorosità sui neri e costituiscono una minima parte del minutaggio; la mancanza del difetto nelle zona d’ombra negli interni della basi fa pensare più ad un errore alla fonte che non ad una conseguenza del trasferimento in HD.

lone survivor stanze4

AUDIO

L’ottima performance della traccia video e la generosità del suo flusso dati è tale anche perché il disco non vanta un’ampia selezione audio e, trattandosi di un Home Video targato Universal, è raro. Lo spazio d’archiviazione che sfrutta il comparto video è tale grazie all’esigua occupazione delle due sole lingue disponibili: italiano in DTS 5.1 Digital Surround (768 Kbps) e inglese in DTS HD Master 5.1 (profondità 24 bit). Pur con una selezione limitata di localizzazioni e sottotitoli, la catena sonora di Lone Survivor ciba corposamente la struttura surround del nostro impianto. I diffusori posteriori riproducono i rumori di fondo della boscaglia e la cinetica delle pale degli elicotteri; nel mentre il subwoofer picchietta la scena con delle rombanti esplosioni e percussioni extra diegetiche che assistono il montaggio. Pur nel caos della battaglia, nelle ventose alte quote e nei rotolii nella flora i dialoghi arrivano forti e chiari, mai piatti e sfumati nei momenti di maggior pericolo. Per chi si vuole dilettare con una traccia più compatta e fedele negli alti, è consigliabile l’ascolto dell’originale inglese che, specie nella soundtrack, regala una sottigliezza meno stratificata; chi ricorda la colonna sonora finale di The Kingdom (ripresa poi nel film d’animazione Rango quando il camaleonte è “at the end of the road”) sa bene cosa aspettarsi dalle composizioni di Steve Jablonsky.

lone survivor stanze3

EXTRA

  • La volontà del guerriero
  • Far emergere la storia
  • Ricreare lo scontro a fuoco
  • Apprendere le basi
  • I caduti dell’operazione Red Wings
  • Il codice di vita Pashtun

L’offerta di contenuti speciali si divide in sei documentari in alta definizione: La volontà del guerriero indaga sullo strenuo allenamento dei Navy Seal ponendo l’accento in particolare sulla forza di determinazione delle reclute, la fratellanza di gruppo e, sebbene in minima parte, sulla vergogna di chi abbandona il campo (il give up che i soldati associano alla corda della campanella).

Far emergere la storia intervalla le interviste a Peter Berg e al sopravvissuto Marcus Luttrel: come dicevamo all’inizio, Marcus voleva esser certo che Hollywood avrebbe reso onore alla storia dei suoi fratelli. Pare che la luce verde al progetto sia partita dopo la proiezione privata di The Kingdom, pellicola che ha convinto l’ex Navy Seal a cedere i diritti di sfruttamento della storia.

Ricreare lo scontro a fuoco e Apprendere le basi si soffermano sulla fase di addestramento degli attori e sull’impegnativo incarico di prestare le movenze agli eroi a stelle e strisce. Come ricorda bene Taylor Kitsch in un colloquio <<la gente d’ora in avanti quando cercherà su Google “Red Wings” vedrà le nostre facce”>>.

I caduti dell’operazione Red Wings esamina il profilo dei tre militati morti sul campo intervistando le famiglie e presentando in transizione alcuni vecchi scatti. Il tono è commuovente, specie quando i genitori esprimono la loro gratitudine per aver sceneggiato il tributo dei loro figli.

In ultimo il codice di vita Pashtun esamina la regola dell’omonima comunità afghana secondo cui un ospite che cerca rifugio nel villaggio debba essere difeso ad ogni costo. La testimonianza registrata è un gran esempio di umanità e rispetto, un invito a non temere “il diverso” e una constatazione che l’esercito talebano sia visto e combattuto come un’organizzazione criminale di stampo mafioso.

lone survivor stanze5

CONCLUSIONI

Il disco Blu-Ray di Lone Survivor è tecnicamente ineccepibile. La bontà del quadro video e della proposta sonora sbalordirà gli appassionati dell’alta definizione. I contenuti aggiuntivi sono di buona fattura e scavano più a fondo sull’epicità e la crudeltà dei fatti narrati, tanto da accrescere una sana e piacevole longevità del supporto. Universal ha un nuovo Blu-Ray Disc da riferimento.

GIUDIZIO

****

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.