I fratelli Weinstein di nuovo con la Miramax

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Bob e Harvey Weinstein avevano fondato la Miramax alla fine degli anni ’70, dandogli il nome dei loro genitori (Miriam e Max), e ne avevano fatto, in poco più di dieci anni, la più florida e controversa realtà produttiva indipendente nel cinema americano, degna erede della United Artists e della Orion.

Nel 1993, in un momento molto favorevole, l’accordo con la Disney per 60 milioni di dollari, creava le condizioni per trionfi ancora maggiori, da Pulp Fiction a Il paziente inglese, da Will Hunting fino a Shakespeare in Love.

I modi bruschi e dittatoriali di Harvey andavano di pari passo con il suo fiuto per i talenti.

Nel 2005 differenze creative con la Disney portarono all’allontanamento dei due fratelli dalla loro creatura ed alla fondazione della Weinstein Company che, dopo qualche incertezza, tornava a brillare con i successi dei film di Tarantino, de Il discorso del Re, The Artist, Il lato positivo.

Nel 2010 i due fratelli cercarono di ricomprare la società a 10 volte il prezzo pagato dalla Disney nel 1993, ma furono superati da un fondo d’investimento del Qatar, che però da quel momento non ha fatto nulla per rilanciare la vecchia Miramax, non avendo alcuna esperienza nel settore.

Il fondo ha così contattato nuovamente i due fratelli offrendogli un accordo di collaborazione ventennale, per sviluppare assieme nuovi progetti e valorizzare l’enorme library della Miramax, anche con sequel e serie tv, tratte dai loro successi anni ’90.

Serie tv e sequel?

Ma la Miramax ed i Weinstein non hanno mai fatto cose del genere…

In ogni caso i due fratelli del Queens si riappropriano dei loro progetti mai sviluppati ed abbandonati nel 2005, tra cui forse c’è qualche buona sceneggiatura che attende da troppo tempo di essere realizzata.

Ora che ha avuto la sua rivincita sulla storia, Harvey Weinstein dovrebbe solo fidarsi un po’ di più dei suoi registi, lasciandoli lavorare in pace, senza imporre tagli incongrui da vecchio mogul dello Studio System, come dimostrano i i casi recentissimi di The Grandmaster e Snowpiercer e quello storico di Gangs of New York, che ha spinto Scorsese a scegliere altri studi, per produrre i suoi ultimi film.

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