Wolfskinder ***
Primo film di Orizzonti, Wolfskinder racconta con magnifica tesione narrativa e grandi tableaux vivant visivi, una delle pagine dimenticate della storia europea.
Siamo nella Germania dell’Est subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dopo l’invasione dell’Armata Rossa, i russi hanno obbligato i contadini tedeschi a ritornare nelle loro case, ma l’inverno del 1946 è particolarmente rigido e molte famiglie non riescono a sfamare i propri figli.
Decidono così di lasciar partire i più piccoli verso la vicina Lituania che lotta per la propria indipendenza dall’Unone Sovietica ed è ben vista dai tedeschi.
Circa venticinquemila bambini cominciano a vagare per i boschi e lunghi i fiumi in cerca di una fattoria lituana dove trovare ospitalità, un nuovo nome ed una nuova famiglia.
L’esercito tedesco cerca di impedirlo con ogni mezzo, mentre combatte i partigiani lituani.
I protagonisti sono due fratelli, Hans e Karl di quattordici e nove anni: la loro madre è appena morta. Vagano in cerca di salvezza, ma vengono subito separati dal destino. Costretti a scappare a nuoto dalle baionette sovietiche, i due si perdono di vista. Hans comincia quindi un’odissea alla ricerca del fratello, nella quale sarà affiancato da molti altri bambini, incontrati lungo la strada e poi perduti.
Il film di Ostermann è un’opera prima di rara potenza emotiva e di grande rigore narrativo: seguendo il viaggio incerto e pericoloso di questi bambini non solo ricorda un’intera generazione dilaniata e dispersa dalla guerra, ma costruisce un racconto di grande potenza visiva, nel quale la natura è di volta in volta alleata e ostile e nel quale non ci sono distinzioni manichee nè facili soluzioni.
Wolfskinder restituisce la complessità di quel lento peregrinare ed i suoi esiti così differenti, non arretra di fronte a nulla: gli insetti mangiati per resistere ai morsi della fame, un pollo dilaniato da vivo e poi diviso, le sparizioni improvvise, la violenza di un cane da guardia, l’omicidio del più debole, improvviso e necessario, per salvare se e gli altri.
Le immagini dei bambini-lupo, costretti a regredire alla brutalità animale, per sopravvivere agli stenti ed alla violenza dell’uomo, non si dimenticano facilmente.



[…] Wolfskinder di Ostermann: l’odissea dei bambini lupo tra Germania e Lituania, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. […]