Mereghetti su Viva la libertà con Toni Servillo

Viva la libertà 1

La recensione settimanale del “Mereghetti” è dedicata ad un film italiano che ha avuto subito grandi consensi nel corso delle proiezioni stampa: Viva la libertà, diretto da Roberto Andò a partire da un suo romanzo Il trono vuoto, Premio Campiello Opera Prima.

Nel cast Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Valerio Mastandrea, Michela Cescon, Valeria Bruni Tedeschi e i grandi Massimo De Francovich e Gianrico Tedeschi.

[…] Viva la libertà è lontanissimo dall’immagine codificata che possiamo avere del genere: sceglie una strada più leggera e «laterale», in certi momenti quasi favolistica, da apologo morale voltairiano e swiftiano più che sciasciano (a cui pure Andò guarda e si ispira), alla ricerca di un «sogno possibile» e non solo di una lettura critica ancorata al reale.

A farci entrare nel film è Enrico Olivieri (Toni Servillo), leader stanco e sfiduciato di un partito di sinistra («la più forte forza di opposizione si dice»: i riferimenti mi sembrano evidenti) che si sta preparando ad affrontare nuove elezioni politiche. Salvo che, cedendo alla depressione, una sera Olivieri scompare, senza dire niente a nessuno, tanto meno alla moglie Anna (Michela Cescon). A cercare di affrontare l’accaduto c’è solo Andrea (Valerio Mastandrea), suo fidato segretario e abile navigatore tra gli scoglie della politica. Che, alla ricerca di qualche indizio sulla misteriosa fuga, rintraccia il fratello Giovanni, curato a lungo per malattie nervose e ignorato da venticinque anni da tutti, Olivieri compreso. E scopre trattarsi del gemello, identico se non per una capigliatura senza tinta, ma grigia naturale (anche lui naturalmente interpretato da Servillo).

[…] Si forma così un gioco delle parti dove la politica è solo una delle forze in campo e che si regge sull’eccellente prova di tutto il cast: superba la prova di Servillo che, quando ben diretto come qui, sa dare tutto al personaggio (qui addirittura due) ed evitare certi scivoloni mattatoriali. Ma sono davvero ammirevoli anche Mastandrea (a cui è toccato il personaggio più difficile, sempre trattenuto da un superiore «senso del dovere» politico), Gianrico Tedeschi (nella parte del vecchio saggio del partito), Massimo De Francovich (il presidente della Repubblica) e le donne tutte (c’è anche Anna Bonaiuto, nel ruolo di una collega di partito).

Certo, alla fine ci sarebbe da interrogarsi sulle ragioni di questa lettura «favolistica» della politica, sul peso specifico di Brecht (il trionfale comizio elettorale di chiusura di Giovanni è la recita della sua bellissima e attualissima poesia A chi esita), sul bisogno di usare la «follia» come antidoto allo scadimento del reale.

 Correte a vederlo, vi divertirete assieme ad un gruppo di attori straordinari!

"Il trono vuoto" regia di Roberto And˜

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