40 anni fa Ultimo tango a Parigi

last-tango-in-paris

Era il 15 dicembre 1972, quando al Festival del Cinema Libero di Porretta Terme, Bernardo Bertolucci presentò per la prima volta in Italia il suo capolavoro Ultimo Tango a Parigi.

Il film aveva già debuttato a New York due mesi prima, il 14 ottobre, ma era la censura italiana quella che Bertolucci temeva di più.

Il film fu sequestrato sei giorni dopo e tornò in sala solo il febbraio successivo, dopo che i giudici di I grado lo assolsero dalle accuse di essere “osceno e privo di contenuto artistico“, anche grazie ad una perizia di Morando Morandini.

In quei primi sei giorni il film incassò quasi 100.000 dollari del tempo.

Il successo fu travolgente anche a febbraio, forse nel timore di un nuovo sequestro. 14 milioni di italiani accorrono a cinema per vedere il film. Questo non influì sull’appello che si concluse invece con una pesante condanna per oscenità nei confronti di Bertolucci, del produttore Grimaldi e di Brando:  “il film, nel suo complesso, è un fumettone spettacolare (…) Sul fine espressivo psicologico (…) prevale la tesi dell’esaltazione visiva del sesso a scopo spettacolare speculativo” e, più interessante ancora, “prevale la tesi della distruzione dei valori morali (…) che resta intenzione evidente del creatore del film“. Fu infine la Cassazione a confermare il 29 gennaio 1976 la condanna ed a disporre il rogo di tutte le copie, tranne quelle conservate come corpo del reato, presso la Cineteca Nazionale di Roma.

Oltre dieci anni dopo, nel 1987, sarà l’illuminato giudice istruttore di Roma, Paolo Colella, a procedere ad una revisione di quella sentenza, affidando ad un gruppo di tre esperti e critici cinematografici di diversa estrazione culturale, una perizia pro veritate sul valore del film.

I tre critici riuscirono finalmente a restituire a Ultimo tango a Parigi la”piena dignità di opera d’arte”, descrivendolo come “uno dei più importanti e lucidi documenti realizzati dal cinema italiano negli ultimi vent’anni” rappresentazione di “quel sogno non più realizzabile degli ideali sessantotteschi” dove la famosa scena incriminata, “la stessa scena di massima violenza, quella della sodomizzazione di Jeanne, non è drammatica per il fatto, per il contatto sessuale, ma perchè costituisce la cerimonia rituale di una violenza nuda che si contrappone alla violenza civile, alla repressione familiare, ai rapporti di proprietà“.

Niente di nuovo per chi avesse letto non solo il famoso articolo di Pauline Kael sul New Yorker, ma anche quello di Giovanni Grazzini sul Corriere della Sera: “Sin d’ora è però da richiamare l’attenzione sulla ricca sostanza artistica del soggetto, anche per sgombrare subito il campo dai sospetti e dalle accuse che il crudo erotismo di certe scene può suscitare in un’Italia dove da troppe parti tornano a levarsi, col pretesto della lotta all’osceno, paurosi inviti alla repressione”.

La Kael fu una straordinaria ambasciatrice del film negli Stati Uniti, grazie alla sua autorevolezza, capace di soverchiare il fatto che il film fosse stato bollato con l’X-rated, e venisse proiettato anche nei cinema a luci rosse: secondo la Kael il personaggio di Brando era modellato su quelli interpretati da Michel Simon, “intuitivo, assorto, principesco, sullo schermo è il nostro genio, così come è certo che Norman Mailer è il nostro genio in letteratura“. E la pellicola di Bertolucci come “il film più americano“del regista, e tuttavia un’opera grande in cui cercare gli echi dei primi primi film di Jean Renoir, in particolare La chienne e La bête humaine, di Godard, Vigo, della passione lirica dei film degli anni ’30, delle influenze di Carné, Von Sternberg e Ophüls.

In occasione del 40° anniversario della prima italiana, è stato organizzato Ultimo Tango a Porretta,  un evento di due giorni (14-15 dicembre) dedicato a un dibattito sulla censura, alla  proiezione della versione integrale restaurata della Cineteca Nazionale e di materiali d’epoca. Tra gli ospiti lo stesso Bertolucci, in collegamento video.

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.