Venezia 2012. At any price

At any price **

In concorso

Quarto film del concorso ufficiale, At any price di Ramin Bahrani è un ritratto della provincia americana e dei segreti delle sue famiglie disfunzionali.

A capo di un’impresa di che si occupa di sementi per l’agricoltura, Henry Whipple si sente oppresso dalla tradizione della propria famiglia, dalla continua lotta contro imprese più grandi e dalle responsabilità di padre.

I due figli, Dean e Grant, sembrano non avere interesse a continuare la sua attività. Grant dopo l’università fugge lontano da casa e scala montagne in Argentina. Dean è invece rimasto nella provincia natia, ma il suo sogno sono le auto da corsa, la Nascar.

Henry cerca di tenere in piedi una famiglia che non riconosce più e che lui stesso ha messo a repentaglio, tradendo la moglie per la bella cheerleader dei tempi del liceo.

Le difficoltà lavorative si assommano a quelle familiari: un controllo improvviso di una compagnia che ha brevettato delle sementi OGM, rischia di mandare all’aria l’impresa lasciatagli da suo nonno.

Dean sembra invece lanciato verso il successo come pilota. Ma un delitto imprevisto finirà d’un tratto, per risolvere ogni problema.

E’ ancora un delitto senza castigo, che l’omertà familiare finisce per seppellire.

Bahrani non ci racconta nulla di nuovo nelle dinamiche familiari, nell’irruenza adolescenziale contro i sogni dei padri e nel mondo spietato della linda privincia del midwest.

Lo fa però mettendo al centro del suo sguardo i grandi campi coltivati, il mais, il grano, dipingendo un mondo molto lontano dall’agiografia rurale della tradizione.

Oggi i campi si arano e si seminano con trattori guidati dal GPS e la chimica e le modificazioni genetiche sono all’ordine del giorno.

La competizione invece rimane spietata. Ad ogni costo e ad ogni prezzo, quello che conta è sopravvivere.

Perfetto protagonista, Dennis Quaid incarna il crollo di ogni illusione. Si intuisce il brillante campione sportivo, diventato venditore del proprio successo, deluso dalla vita e dal piccolo mondo di provincia.

Ma questo non gli impedice di sognare e volere per i propri figli la stessa sorte.

Zac Efron è un ottimo Dean: nei suoi occhi inquieti si legge tutto lo smarrimento di chi non sembra aver ancora capito qual è il suo posto nel mondo.

Il film di Bahrani non ha qualità particolari: si tratta di un onesto ritratto d’ambiente, interpretato con professionalità e diretto con mano solida.

Non il tipico film da festival, ma una spettacolo intelligente, da vedere in sala.

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