Michele Placido, tra l’Italia e la Francia

Bella intervista a Michele Placido su L’espresso in edicola, a cura di Alessandra Mammì.

L’occasione è la proiezione al Marchè di Cannes del suo nuovo film Le guetteur, girato in Francia su commissione, con Daniel Auteil e Matthieu Kassovitz.

Placido ne ha scritto un altro sempre da girare in Francia, per il quale vorrebbe Berenice Bejo, la protagonista di The Artist.

Qui riportiamo alcuni passi di un intervista che vi consigliamo di leggere integralmente.

I francesi hanno visto “Romanzo Criminale”. Hanno visto “Vallanzasca” e mi hanno chiesto se volevo dirigere una gangster story. Ottimo cast, buona produzione e ora si lavora per le vendite internazionali. Quello che è faticoso in Italia, qui diventa semplice. […] Faticosissimo. Si producono solo commedie o film d’autore. In mezzo niente. Ma autori si può essere con qualunque film. Non ci si sveglia una mattina e si dice: oggi faccio un film d’Autore. Con la A maiuscola. Pensi a Hitchcock.

Subito farei un film su Mani Pulite. Ambientazione 1991-1993. Lì ci potrebbe essere tutto. L’origine della crisi, la dissoluzione del Paese, l’inizio della fine della cultura politica, la corruzione e la finanza, la frattura fra giustizia e politica che è frattura profonda della nostra democrazia. è una storia che ci racconta quel che siamo oggi, non quel che è accaduto ieri. E partirei dal trio di magistrati D’Ambrosio, Di Pietro, Colombo intrecciando le loro vite e il loro lavoro. Uomini veri, volti, fatti, storie, suspense. Perché sia cinema popolare come deve essere. Perché sia visto da un pubblico più ampio possibile. Ma pensa che me lo farebbero fare?  […]

Si fanno film sulla storia passata purché non disturbi più nessuno. […]

[In Italia] gli attori sono più pagati per gli sceneggiati che per i film e il malcontento dell’industria dello spettacolo viene tenuto a bada con prodotti televisivi. Così il lavoro gira, ma non gira la cultura, la ricerca, la sperimentazione.[…]

Ma guardiamo cosa sta accadendo in Friuli: l’assessore alle Attività produttive Alessandra Seganti ha tagliato con arroganza i fondi ai film di Bellocchio e di Tornatore, fondi assegnati precedentemente dalla Film Commission Friuli Venezia Giulia. In questo caso, per esempio, una nota di protesta non basta, si deve occupare il ministero, per far capire che il Cinema non è solo cultura ma industria che dà lavoro a tanti giovani (e non), promuove il territorio e crea un enorme indotto. Finanziassero meno sagre di polenta e osei! Questa è ignoranza.

 

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