Matt Damon contro Tony Gilroy a proposito di Jason Bourne

 

Dopo aver girato la prima trilogia dell’agente Jason Bourne, con Doug Liman e Paul Greengrass, su sceneggiature scritte da Tony Gilroy per la Universal, Matt Damon ha abbandonato il progetto per il quarto film, quando la casa di produzione, impaurita dal flop di Green Zone, ha fatto un passo indietro, affidandosi interamente a Tony Gilroy, non solo per la sceneggiatura di The Bourne Legacy, ma anche per la regia.

La serie, ispirata ai romanzi di Robert Ludlum, riparte con un nuovo agente interpretato da Jeremy Renner e senza Matt Damon. Eppure il titolo fa ancora riferimento all’agente Bourne.

Si può fare un film di Bourne, senza Bourne? Per la Universal, evidentemente sì.

In un’intervista a GQ, Damon ha sparato a zero contro Gilroy, ricostruendo la storia dei tre film e la nascita del quarto.

Il primo The Bourne Identity, scritto da Gilroy e diretto da Doug Liman, aveva avuto una storia molto tormentata, 4 sessioni supplementari di riprese e la data di debutto spostata da settembre 2001 a giugno 2002. Temendo un flop colossale, Gilroy acconsentì di cedere metà dei crediti per la sceneggiatura a William Blake Herron, in modo da non restare con il cerino acceso in mano. [Secondo un’altra versione fu invece Herron ad imporsi per ottenere il riconoscimento del suo lavoro]

Secondo Gilroy i romanzi di Ludlum non erano filmabili: Those works were never meant to be filmed. They weren’t about human behavior. They were about running to airports.

Il film invece va benissimo al botteghino ed è un successo anche di critica. Gilroy viene quindi chiamato a scrivere il secondo film, ma la regia viene affidata a Paul Greengrass, reduce dal successo di United 93.

I due non si prendono proprio. Gilroy pretende che la sua sceneggiatura venga girata alla lettera, mentre a Greengrass piace modificare il copione profondamente durante le riprese. Secondo Gilroy The Bourne Supremacy It was sort of like a crime against the gods of storytelling.

Da qui i primi scontri. Il successo ancora maggiore di del secondo episodio conduce al terzo, The Bourne Ultimatum.

La Universal non vuole che si cambino i protagonisti del successo e concede a Gilroy un contratto faraonico per scrivere la terza sceneggiatura, senza l’obbligo di interferenze, senza l’obbligo di riscritture e note.

Quella sceneggiatura era, secondo Damon, letteralmente illeggibile.

It’s really the studio’s fault for putting themselves in that position. I don’t blame Tony for taking a boatload of money and handing in what he handed in. It’s just that it was unreadable. This is a career-ender. I mean, I could put this thing up on eBay and it would be game over for that dude. It’s terrible. It’s really embarrassing. He was having a go, basically, and he took his money and left.

Fortunatamente poco prima delle riprese Scott. Z. Burns (The Informant!) e George Nolfi (I guardiani del destino) riscrivono il copione per Damon e Greengrass.

E si arriva al quarto episodio. La Universal non vuole lasciare di nuovo mano libera a Greengrass e Damon, scottata dall’insuccesso di The Green Zone, andato in overbudget.

Affida quindi la nuova sceneggiatura a Tony Gilroy, dopo una versione rigettata di George Nolfi. Damon non ci sta e neppure Greengrass naturalmente.

Allora Gilroy decide di fare tutto da solo, spalleggiato dalla Universal. Sceglie Jeremy Renner e cambia la storia radicalmente.

Damon ha poi chiesto scusa per le cose dette a GQ: If I didn’t respect him and appreciate his talent, then I really wouldn’t have cared…My feelings were hurt. That’s all. And that’s exactly why I shouldn’t have said anything. This is between me and him. So saying anything publicly is fucking stupid and unprofessional and just kind of douchey of me.

I think if [Bourne Legacy] doesn’t work, we can just ignore it and pretend it didn’t happen, and that’d be fine, but I expect that it will work and only help us if we did another one, which I’d love to do.

Dopo l’intervista a GQ, probabilmente sarà più difficile…

The Bourne Legacy uscirà il 3 agosto 2012 negli Stati Uniti.

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