Rampart

Rampart **1/2

La Rampart Division della polizia di Los Angeles era un’unità destinata alla lotta contro le gang. Alla fine degli anni ’90 circa 70 agenti furono coinvolti in un’indagine su larga scala che fece venire a galla uno dei più importanti scandali nella storia della polizia degli Stati Uniti.

Gli agenti furono accusati di misconduct: fabbricazione di prove false, omicidi, pestaggi, furto e traffico di stupefacenti, rapine in banca.

Tra i poliziotti coinvolti vi furono anche tre agenti responsabili dell’omicidio di Notorius B.I.G., avvenuto nel 1997.

Il film di Oren Moverman, scritto assieme a James Ellroy è ambientato proprio a Los Angeles, nel 1999: Dave Brown è un poliziotto duro, che abusa del suo potere e non disdegna l’uso della violenza nei confronti dei sospettati.

Due volte sposato con una coppia di sorelle, ha avuto una figlia da ciascuna di loro. Vivono tutti assieme, in una strana famiglia disfunzionale. Ma gli eccessi di Dave lo porteranno presto a mettere in crisi anche questo strano nucleo familiare.

Tenero con le figlie e affezionato alle ex mogli, lo vediamo pian pian affondare, quando una telecamera della tv lo riprende mentre picchia  selvaggiamente un automobilista che forse lo aveva tamponato volontariamente e l’aveva poi colpito scappando a piedi.

Oggetto di indagine da parte dei superiori e di una campagna stampa martellante, Dave viene messo in croce anche per un episodio del passato, ma del tutto chiarito: le voci dei colleghi lo indicano come il killer di uno stupratore seriale, in un caso mai risolto.

Il capo della polizia vuole le sue dimissioni, il sindaco pretende almeno le sue scuse. La DEA lo pedina perchè vuole vederci chiaro.

Intanto un poliziotto in pensione, sembra tendergli la mano: grazie ad un soffiata dovrebbe sventare una consegna di droga ad Echo park. Ma le cose si mettono male e Dave è costretto ad uccidere lo spacciatore e ad inscenare una legittima difesa.

Le cose precipitano. L’aria diventa irrespirabile e gli affari interni lo marcano stretto. Una district attorney, Linda, sembra essere dalla sua parte, ma gli affetti e la legge non vanno nella stessa direzione.

Oren Moverman colpisce ancora una volta nel segno, dopo il notevole Oltre le regole – The Messenger, dipingendo un ritratto a tinte forti di un poliziotto fuori dal normale. Dave Brown, interpretato da Woody Harrelson con grande misura è il classico poliziotto perdente delle storie di Ellroy. Violento e misantropo, sessista e omofobo eppure preparatissimo e dedito a suo lavoro è, secondo la figlia più grande, un dinosauro: un uomo fuori dal tempo, incapace di relazionarsi con le persone e col mondo.

Capace di ogni nefandezza in nome di un bene superiore e di una legge svuotata di ogni umanità, Dave finirà per perdere tutto, messo in mezzo da un nemico invisibile che lo ha eletto a capro espiatorio.

Moverman si affida al suo straordinario protagonista, scegliendo uno stile quasi documentaristico, fatto di camera a mano, sonoro sporco, macchina da presa addosso ai suoi personaggi o capace di spiarne le vite come in un’indagine senza fine.

Costretto quasi sempre in spazi che sembrano angusti, dalle auto di servizio ai luoghi pubblici ed alle strade buie della notte californiana, Rampart aggiorna il malinconico fatalismo dei noir ai colori accesi degli eccessi di alcol e droga, finendo per mostrare l’accerchiamento del suo protagonista, costretto a spiare la propria famiglia come uno stalker.

Incapace di mediazioni, Dave non può che essere inghiottito dalla notte e dalle luci confuse del traffico.

Le ellissi su cui il film è costruito lasciano in sospeso responsabilità e colpe, per poggiarsi interamente sulla performance di Harrelson, che si erge potente e tragica, in un mondo che non sa più cosa sia l’innocenza.

Il film è dedicato alle vittime della Rampart Division di Los Angeles, che riempiono tre lunghi cartelli alla fine dei titoli di coda. Ma Overman non ha voluto semplicemente raccontare una storia di corruzione e sopruso, ma ha dipinto un ritratto in chiaroscuro di un uomo che ha finito per perdere le coordinate morali del suo lavoro, con un’ambiguità che non ha nulla a che spartire con la denuncia e con la cronaca.

Nel cast una serie straordinaria di comprimari, dalle due mogli (Cinthia Nixon e Anne Heche) al capo dela polizia (Sigourney Wever) al sindaco (Steve Buscemi), dall’ex poliziotto (Ned Beatty), all’avvocato (Robin Wright), dall’agente degli affari interni (Ice Cube), fino a Ben Foster, anche produttore, nei panni di un paraplegico.

Presentato in anteprima a Toronto, il film non ha ancora una distribuzione italiana.

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