12 years a slave. Il primo poster

Shame non è ancora nelle sale, dopo aver riscosso un notevole successo nel circuito dei festival autunnali, ma Steve McQueen è già al lavoro per il prossimo film, tratto da una storia vera, 12 years a slave.

Nel cast ci saranno il fidato Michael Fassbender, Chiwetel Ejiofor e Brad Pitt, che lo produce con la sua Plan B, assieme alla Summit ed alla Riveroad.

Questa la trama…

Nel 1841, mentre lavorava a Saratoga Springs vicino a New York, Solomon Nortrup, un uomo di colore che viveva come libero cittadino, incontrò due uomini bianchi di nome Merrill Brown e Abram Hamilton. I due, che affermavano di provenire da un circo itinerante, avevano sentito Solomon suonare il violino e gli proposero un lavoro difficile da rifiutare a quell’epoca: 1 dollaro al giorno e 3 per ogni prestazione.

Nortrup però, per ottenere il lavoro, doveva trasferirsi a Washington DC, città in cui si trovava in quel momento il circo, ma lo rassicurarono dicendo che poi si sarebbero spostati lentamente di nuovo verso il nord.

Credendo che sarebbe stato lontano da casa solo per un breve periodo, Solomon non disse nemmeno niente alla sua famiglia. Non poteva sapere che quel viaggio sarebbe stato l’inizio dei dodici anni più lunghi della sua vita.



Nel 1841 infatti Washington DC era una città in cui la schiavitù era ancora legale e gli uomini di colore liberi che attraversavano le aree in cui la schiavitù esisteva ancora avevano bisogno di documenti attestanti la loro situazione, altrimenti sarebbero stati accusati di essere dei fuggitivi. Solomon si procurò questi documenti, ma non gli servirono per restare un uomo libero.



Dopo aver incontrato altri dipendenti del circo, Brown e Hamilton annunciarono a Solomon che volevano fermarsi a Washington un giorno di più per rendere omaggio al William Henry Harrison, il presidente degli Stati Uniti appena scomparso il cui feretro avrebbe fatto il giro della città in un corteo funebre. Terminato il corteo i tre uomini passeggiarono senza meta per la città, ma Solomon cominciò a sentirsi male e piegato in due da un fortissimo mal di testa tornò in albergo. L’Hotel Gadsby era l’unico posto in tutta la città dove potevano soggiornare le persone di colore.

Durante la notte qualcuno gli diede una medicina e Solomon rimase per qualche giorno incosciente. Al suo risveglio si ritrovò da uomo libero a schiavo in catene chiuso al buio in uno scantinato. Mentre era stato male infatti era stato derubato di tutto, documenti e denaro compresi, come pure della sua libertà ed era finito nelle mani di un uomo di nome James H. Burch.

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