Marco Giusti sul Cinepanettone…

Come sapete, noi di Stanze di Cinema ci teniamo ben lontani dagli schermi di Natale e recuperiamo qualche cinepanettone solo quando, ormai avariato e scaduto, arriva sul piccolo schermo delle tv generaliste. Perchè non si può rimanere completamente all’oscuro di un fenomeno comunque popolare, di successo: e in ogni caso, anche gli scarti bisogna conoscerli, differenziarli e saperli smaltire…

Però c’è qualcuno che sul riciclo e sulla rivalutazione ha costruito una fortuna (critica)… il nostro punto di vista l’abbiamo chiarito più volte. L’ultima qui.

Marco Giusti anche quest’anno recensisce lo stracult Natale in Sudafrica per “il manifesto”. Ecco qualche passo significativo…

“…il Sudafrica, pur sontuosamente fotografato da Luciano Tovoli (al suo esordio nel cinepanettone), rimane più una cornice adatta a vecchi sketch con serpenti finti alla “Totò Tarzan”, sabbie mobili usate per un mini strip della bellissima Belen, leoni che vengono tramortiti da rutti terribili di Giorgio Panariello, un ippopotamo scorreggione che provoca (come da testo) uno “tsunami de merda”, un gruppo di selvaggi pronti a impalare i nostri eroi al ritmo di bunga-bunga. 

L’unica, notevole trovata legata al Sudafrica e alla sua pericolosità fuori dagli alberghi a cinque stelle, è il viaggio in un albergo malfamato dove Christian e signora, la prosperosa siciliana Barbara Tabita già vista nelle produzioni Medusa, si ritrovano a condividere una stanza ancora fresca di due morti ammazzati mentre stavano facendosi (come da testo) una pecorina.”

“Ecco, in mezzo al giusto solito mare di volgarità, dove se c’è un chirurgo si può chiamare solo Massimo Rischio e la bona di turno solo Ladesse per far rima con un “magari me la desse, l’accetterei di sicuro”, dove si sprecano lassativi (il “Cagomil”…), fiatelle puzzolenti, bagni nella merda, va detto che Christian si muove con una grazia da Cary Grant, pronto a rivoltare in risata qualsiasi battuta impossibile, sempre vestito di bianco, sempre a suo agio anche nelle situazioni più assurde. 

Però qualche trovata fa ridere, come quella delle sabbie mobili sfruttate dai due per fare spogliare la ragazza o come quella dell’operazione allo stomaco al vecchio capo dei selvaggi che si concluderà con il telefonino… chiuso per sbaglio, ma perfettamente funzionante, nella sua pancia. E poi, certo, Belen… vale il prezzo del biglietto.

Alla fine Neri Parenti è riuscito a costruire un film che ha comunque una sua logica… Pur girandolo di seguito a “Amici miei 400″, che uscirà però a febbraio, non solo non lo ha tirato via, ma gli ha dato un grande ritmo comico, forse superiore a quello degli ultimi cinepanettoni. Come se nella fretta, nel girare un film dopo l’altro, si sentisse ancora più a suo agio. Come facevano i Mattoli e gli Steno.”

 

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Un pensiero riguardo “Marco Giusti sul Cinepanettone…”

  1. […] Facciamo un giochino. Provate a cliccare “Sudafrica” su Google News. Usciranno quasi esclusivamente pagine sul film natalizio dei Vanzina con Bélen Rodriguez e Christian De Sica. Il che è anche giusto e comprensibile, i cinepanettoni sono uno dei collanti sociali dell’Italia contemporanea, oltreché un rito fondamentale della cultura popolare, e gli snob sono stati per sempre sconfitti dal genio di Marco Giusti. […]

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