Dopo aver indagato la Pista Sarda nella prima stagione de Il Mostro, Stefano Sollima si dedicherà nella seconda stagione a Pietro Pacciani, ai Compagni di Merende e al processo nel 1994.
La miniserie antologica ha riunito Sollima con lo sceneggiatore Leonardo Fasoli e l’acclamato direttore della fotografia italiano Paolo Carnera, con i quali aveva già collaborato in “Gomorra” e nel dramma sul traffico di cocaina “ZeroZeroZero”.
Questa volta saranno tre le puntate de Il Mostro.
Variety intervista Sollima in un bel pezzo di Nick Vivarelli: “La struttura narrativa è forse più lineare ora, anche se questa parte della storia, riguardante Pacciani, si estende dal 1951 al 1996, coprendo un arco temporale lunghissimo. Tuttavia, a differenza dei casi precedenti – in cui più persone erano accusate dello stesso omicidio, ma erano legate da un’incredibile rete di amicizie e relazioni – qui abbiamo a che fare essenzialmente con un unico colpevole. Ecco perché è probabile che la narrazione sia un po’ più lineare”.
E ancora sullo spirito della serie: “Forse il modo migliore per raccontare questa storia è provare a ricostruire tutte le sue numerose versioni. Questo è certamente ciò che abbiamo cercato di fare con questo imponente arco narrativo, rivivere gli eventi così come li hanno vissuti le persone coinvolte. Ogni teoria deve sembrare quella vera. Con ogni episodio e ogni capitolo, bisogna convincersi – proprio come tutti gli altri – di essere sulla strada giusta. La cosa meravigliosa è che in queste storie vengono descritti molti mostri. Ovviamente, non potevano essere tutti il Mostro di Firenze. Alcuni erano semplicemente dei mostri”.
