Venezia 2021. Django & Django

Django & Django **1/2

Diretto con grande professionalità da Luca Rea, Django & Django è un viaggio nel cinema western di Sergio Corbucci, il secondo più grande regista di western all’italiana, secondo la definizione di Tarantino, qui presente e centrale, nel racconto di un pugno di film capaci di segnare una stagione e di influenzare il suo lavoro profondamente.

Rea divide il film in capitoli e alterna la lunga intervista al regista di The Hateful Eight, con testimonianze di Deodato, Nero e altri che hanno lavorato con Corbucci, in quella breve stagione a cavallo tra la seconda metà dei ’60 e i primi ’70, in cui il western era diventato il genere di riferimento della produzione popolare italiana.

Nel film ci sono molti filmati girati dietro le quinte dei set degli spaghetti western e materiale d’archivio, che arricchiscono il documentario di una dimensione intima, artigianale, molto personale.

Tuttavia l’anima del lavoro di Rea è un Quentin Tarantino nella sua più riuscita interpretazione  di cinefilo e storico del cinema, capace di analizzare il lavoro di Corbucci con la passione e la competenza di chi non ha solo studiato, ma ha anche molto amato.

Il film si apre con Tarantino che favoleggia della collaborazione de L’altro Sergio con Rick Dalton, il suo personaggio di C’era una volta a… Hollywood.

Poi si entra nel vivo e da Massacro al Grande Canyon (1964) fino a Che c’entriamo noi con la rivoluzione? (1972) Tarantino e gli altri intervistati cercano di raccontare temi, ossessioni, talento e personalità dei tredici western girati da un regista poliedrico, popolare, uno di quelli che hanno fatto la fortuna del cinema di genere in Italia, passando dal melodramma alla commedia, dai film di Totò al peplum, ma riuscendo probabilmente ad esprimere meglio il proprio talento sui set fangosi di Django e nella neve de Il grande silenzio.

I western di Corbucci erano brutali, violentissimi, avevano spesso una dimensione politica, e mettevano in discussione l’eroismo dei suoi protagonisti.

Spesso Corbucci pur utilizzando gli archetipi narrativi tradizionali, modificasse il punto di vista del racconto, mettendo in primo piano antagonisti o villain. Importante anche l’influenza dei fumetti del tempo, che Corbucci ha sempre citato come fonte d’ispirazione per i suoi antieroi.

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.