Shazam!

Shazam! **

Dopo aver tentato inutilmente di inseguire la Marvel nel grande piano di conquista dell’immaginario collettivo americano, fondato su un’unica grande narrazione seriale, la DC ha deciso di abbandonare il masterplan generale, dopo il tonfo di Justice League, dedicandosi ai suoi personaggi storici, come se fossero protagonisti di albi autoconclusivi.

E allora ecco un film d’origini per Aquaman, una Wonder Woman nel 1984, un film su Joker ambientato negli anni ’80, un Suicide Squad nuovo di zecca e un film con Harley Quinn in solitaria, oltre ad un Batman completamente rivisitato, rispetto a quello interpretato da Ben Affleck.

In questo quadro di ridotte ambizioni metanarrative e di maggiore attenzione alla peculiarità del singolo progetto, si posiziona questo Shazam!, diretto dallo svedese David S.Sandberg, che dopo l’esordio fortunato con Lights Out ha studiato alla ‘scuola’ di James Wan.

Il suo nuovo film è tuttavia un’avventura adolescenziale, molto più in sintonia con il cinema della Amblin e di John Hughes degli anni ’80, che non con le atmosfere horror, che aveva finora frequentato.

Ancora la Amblin? Ancora Hughes? Sì, siamo sempre lì, con un pizzico anche del Big di Penny Marshall, esplicitamente citato nella scena del negozio di giocattoli, e con questo richiamo nostalgico ad un immaginario ormai abusato e consumato da mille omaggi non richiesti.

Shazam! inizia con un lungo prologo negli anni ’70, all’interno di un auto in una fredda notte d’inverno: il magnate della Sivana Corporation e i suoi due figli viaggiano verso casa, quando improvvisamente il piccolo Thaddeus, costantemente vessato dalla sua famiglia, viene trasportato in una dimensione parallela, al cospetto di un vecchio illusionista, chiamato Shazam appunto, che cerca invano un successore al suo trono, che lo aiuti a fermare i sette peccati capitali, ancora imprigionati come statue nelle rovine del suo vecchio tempio.

I sette mostri malvagi sono pronti a liberarsi, approfittando della debolezza dell’anziano mago, ma Thaddeus non si dimostra all’altezza e viene rispedito nell’abitacolo dell’auto paterna, travolta subito dopo in un incidente fatale.

Molti anni dopo a Philadelphia, l’adolescente Billy Batson è alla ricerca della madre che lo abbandonò quando aveva tre anni, costringendolo ad una lunga serie di famiglie affidatarie.

Dopo l’ennesima fuga, Billy si ritrova in una famiglia nuova, del tutto originale, che ospita altri cinque ragazzi soli come lui e due adulti, che erano stati loro stessi abbandonati dai loro genitori.

L’inserimento è comunque difficile, ma Billy viene preso sotto la sua ala da Freddy, suo coetaneo, un classico nerd fissato con i supereroi, vessato dai compagni di scuola, anche a causa di una stampella che è costretto a portare sempre con sè, per camminare.

Quando il riluttante Billy salva Freddy dall’ennesimo pestaggio, si trova trasportato al cospetto dell’anziano Shazam! che gli consegna lo scettro e i poteri, individuando in lui il puro di cuore, destinato a succedergli.

Ma se da grandi poteri derivano grandi responsabilità, qui in realtà prevale la dimensione ludica del quattordicenne, che si trova improvvisamente a convivere con un altro da sè, fisicamente adulto e capace di poteri sovrannaturali.

Il film gioca per interminabili minuti con la scoperta dei singoli poteri,  strizzando costantemente l’occhio al suo pubblico di ragazzini, fino alla noia più assoluta, che neppure l’entrata in campo del villain, in questo caso, molto semplicemente, il doppio dell’eroe, riesce a diradare.

La sola idea dei sette peccati capitali che si liberano sulla Terra è talmente fiacca… da avere un solo gustoso sviluppo, nell’unica scena davvero horror del film, quando il Dott. Sivana irrompe nel consiglio d’amministrazione della società paterna, facendo strage di consiglieri.

Chiuso in un universo narrativo che è ingenuamente inconsapevole dell’esistenza di altri film e serie tv, che negli ultimi trent’anni hanno raccontato eroi mascherati, in calzamaglia e mantello, Shazam! sembra un reperto archeologico. Un film fuori dal tempo, uscito da un archivio polveroso della Warner, che cerca di convincere tutti che si possa viaggiare indietro nel tempo, riproponendo un fumettone semplice, semplice, dedicato ai più piccoli.

Molti avevano accusato la DC di voler imporre un tono troppo serioso e cupo ai suoi adattamenti cinematografici, inimicandosi un pubblico più vasto, desideroso solo di passare un paio d’ore spensierate. Con Aquaman prima e con questo Shazam!, la rivoluzione sembra essersi compiuta in modo sin troppo repentino: colori sgargianti, ottimismo, battute e buoni sentimenti.

Forse si tratta solo della risposta pavloviana alle critiche esagerate ai film di Zack Snyder e i prossimi film saranno meno leggerini, ma certo il cambio è stato radicale.

Ovviamente Sandberg non è così ingenuo da non aver arricchito la trama di risate di grana grossa e di momenti lacrimevoli e ricattatori, che coinvolgono i suoi bambini perduti, abbandonati dalle proprie famiglie, incerti e confusi, proprio nel momento in cui si costruisce la loro identità.

Eppure non viene mai la voglia di dar credito agli interrogativi posti dal film, per il semplice fatto che sembrano inseriti a bella posta, in modo stucchevole e meccanico, come in un manuale del bravo sceneggiatore degli anni ’80.

Modesti gli attori bambini, imbarazzante l’inedito Zachary Levi nel ruolo di Shazam, tutto smorfiette e sorrisoni e occhi sgranati. Quanto a Mark Strong, nel ruolo del Dott. Sivana, mai scelta di casting fu più telefonata. Nonostante l’innegabile physique du rôle, dovrebbe evitare di interpretare il villain, per almeno un paio di lustri.

Se la scrittura di Henry Gayden è un concentrato di suggestioni fanciullesche, trascinato per 132 interminabili minuti, la regia di Sandberg è di puro servizio, senza mai un’idea che sia una, ma almeno evita il sovraccarico di effetti e di esplosioni, che di solito accompagnano i peggiori film della DC.

Se è comprensibile che la Detective Comics e la Warner abbiano infine scelto una strada diversa da quella perseguita con ambizione smisurata dalla Marvel nel corso degli ultimi 11 anni, lasciando al singolo regista la libertà di interpretare i suoi personaggi secondo la propria sensibilità, è anche vero che di un film come Shazam! non sappiamo davvero cosa farcene.

Bambinesco.

P.S. Scommettete che sarà un successone?

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