Cannes 2019: le prime anticipazioni sui film in concorso

Con un bell’articolo questa mattina Deadline ha fatto il punto dei probabili candidati al prossimo Festival di Cannes.

Mancano tre settimane circa alla conferenza stampa di Thierry Fremaux e i nomi che circolano sono sempre di più.

Detto già nei giorni scorsi di Quentin Tarantino, che con il suo Once Upon a Time in Hollywood dovrebbe tornare sulla Croisette il 21 maggio, a 25 anni esatti dalla prima di Pulp Fiction, gli altri nomi non sono da meno.

Il primo è quello di Terrence Malick, che dopo tre anni potrebbe essere in procinto di svelare il suo nuovo Radegund, storia di un obiettore di coscienza austriaco, negli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Tra gli americani ci sono anche due horror papabili, ovvero Midsommar di Ari Aster con Florence Pugh e The Lighthouse con Willem Dafoe e Robert Pattinson, diretti da Robert Eggers.

Più in dubbio altri due americani, ovvero Benh Zeitlin con il suo secondo film Wendy, girato a Montserrat e ispirato a Peter Pan, a sette anni dal suo Re della terra selvaggia, e Jim Jarmusch con The Dead Don’t Die, interpretato da Chloe Sevigny, Adam Driver, Tilda Swinton e Bill Murray, che però ha una lunga post-produzione a causa degli effetti speciali.

Chissà che non possa trovare spazio fuori concorso anche Rocketman di Dexter Fletcher, il biopic di Elton John, capace di dare spettacolo e lustro anche al festival, magari con un’esibizione, come quella che tennero gli U2 sul red carpet, qualche anno fa.

Molto probabilmente ci sarà anche Pedro Almodovar il cui Dolor Y Gloria sta per essere lanciato in Spagna e arriverà, come sempre a Cannes subito dopo.

E potrebbero essersi, in quota europea, due doppie Palme d’Oro, ovvero Sorry We Missed You, di Ken Loach e i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne con il loro The Young Ahmed.

Anche la Romania potrebbe essere protagonista con The Passenger di Corneliu Porumboiu con lo straordinario Vlad Ivanov.

Papabili anche Little Joe, ovvero l’esordio in inglese dell’austriaca Jessica Hausner, con Ben Whishaw e Emily Beecham, e Matthias & Maxime di Xavier Dolan, dopo il travagliatissimo La mia vita con John F.Donovan.

Un’altra Palma d’Oro potrebbe tornare sulla Croisette, ovvero Apichatpong Weerasethakul con il suo nuovo Memoria, interpretato da Tilda Swinton e Jeanne Balibar.

Sempre sul versante europeo, ma più casalingo ci potrebbe essere anche Claude Lelouch con Les Plus Belles Années d’Une Vie, ovvero il terzo capitolo della storia cominciata con Un uomo e una donna 53 anni fa, e premiata allora con la Palma.

Se fosse pronto, potrebbe esserci anche Roman Polanski con il suo J’accuse tratto da Zola.

I francesi potrebbero portare anche il nuovo film di Arnaud Desplechin intitolato Roubaix, A Light, quello di Céline Sciamma Portrait Of A Lady On Fire, Rebecca Zlotowski con An Easy Girl, Alice Winocour al suo debutto in inglese con Proxima.

Più controversa sarebbe la presenza di Zombi Child di Bertrand Bonello, ma soprattutto quella del secondo film della trilogia di Abdellatif Kechiche, ovvero Mektoub My Love: Intermezzo. E solo questo varrebbe il viaggio fino a Cannes.

Dovrebbe tornare sulla Croisette anche Hirokazu Kore-eda, Palma d’Oro l’anno scorso con Un affare di famiglia, che potrebbe avere l’onore dell’apertura con The Truth. Il film è girato in francese con tre star nazionali: Catherine Deneuve, Juliette Binoche e Ludivine Sagnier.

Se Fremaux supererà l’ostilità nei confronti di Pablo Larrain, il suo nuovo film, intitolato Ema, interpretato da Gael Garcia Bernal nei panni di un coreografo, potrebbe finalmente arrivare al concorso principale, dopo tre trionfali partecipazioni alla Quinzaine.

Si parla molto anche del nuovo film di Bong Joon Ho, Parasite, che era stato in concorso con Okja.

Dalla Cina potrebbero arrivare One Second di Zhang Yimou, ritiratosi misteriosamente da Berlino lo scorso mese di febbraio, oltre a Wild Goose Lake di Diao Yi’nan e Saturday Fiction di Lou Ye con Gong Li.

Sempre in quota world cinema anche Atom Egoyan con Guest Of Honour, interpretato da David Thewlis e Luke Wilson e The True History Of The Kelly Gang diretto da Justin Kurzel, in concorso in passato con il suo Macbeth, interpretato da Charlie Hunnam, Nicholas Hoult e Russell Crowe.

Una sorpresa potrebbe arrivare da The Beanpole, il nuovo film di Kantemir Balagov, il ventisettenne regista russo, che due anni fa aveva stupito con Tesnota – Closeness. Il suo nuovo film ha come protagoniste due donne soldato, che cercando di ritornare in patria durante l’assedio di Leninigrado, durato 900 giorni.

L’Italia? L?unico papabile potrebbe essere Marco bellocchio con Il traditore, il racconto del pentito Tommaso Buscetta, interpretato da Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Candido e Luigi Lo Cascio.

Come detto già molto volte è probabile che nessun film di Netflix arrivi sulla Croisette. Ma il Festival starà molto attento alla presenza femminile e delle minoranze, dopo le polemiche che ormai immancabilmente affliggono i direttori di festival, al momento della presentazione dei loro programmi. Come se non bastassero la geopolitica, il peso dei distributori, le logiche complessive di composizione del calendario, i gusti personali, la disponibilità del cast e infine, ma solo infine, la qualità dei film.

In ogni caso, è probabile che anche quest’anno il festival più importante del mondo riuscirà a cavarsela egregiamente, anche senza i giganti dello streaming.

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