Game Night – Indovina chi muore stasera?

Game Night – Indovina chi muore stasera? **

Esperimento di frontiera interessante questo Game Night, che utilizza i toni della commedia, per raccontare una corsa ‘tutta in una notte’ a ritmi action, shakerata con un intrigo giallo e con un grande gioco di ruolo, che sembra citare esplicitamente The Game di David Fincher.

I due responsabili sono gli sceneggiatori John Francis Daley e Jonathan Goldstein, già autori di Spiderman – Homecoming e di Vacation, che ha rappresentato per i due anche l’esordio alla regia.

I due sembrerebbero una strana coppia: se Goldstein infatti è uno sceneggiatore cinquantenne nato a New York che, prima di scrivere per il cinema e la televisione, ha lavorato come avvocato, Daley invece ha cominciato la sua carriera a quindici anni, nei primi anni 2000, come attore televisivo.

Al loro secondo film come registi indovinano cast e ritmo di questo Game Night e lasciano trasparire, nelle pieghe del racconto, temi e inquietudini non banali, sul desiderio di maternità, sulle relazioni di coppia, sul rapporto tra fratelli.

Annie e Max sono due patiti dei giochi in scatola e dei quiz. Si conoscono ad una game night, si assomigliano, hanno lo stesso spirito competitivo e si innamorano. Assieme agli amici si divertono ad organizzare ogni tanto delle serate casalinghe, sfidandosi a Risiko, a Scarabeo, a Jenga o a mimare i titoli dei film.

Il vicino di casa, un poliziotto alienato, appena lasciato dalla moglie, vorrebbe tanto partecipare alle loro serate, ma i due protagonisti sembrano temere le sue stranezze.

Max e Annie vorrebbero avere un figlio, ma qualcosa non va. Le cose precipitano quando ritorna in città il fratello di Max, Brooks, imprenditore di successo, ricchissimo e realizzato, che decide di ospitare a casa sua una game night col brivido.

Solo che realtà e finzione diventano inestricabili e i colpi di scena si susseguono a ripetizione in una notte pericolosa e inaspettata.

Jason Bateman e Rachel McAdams tornano ai ruoli comici dell’inizio della loro carriera e lo script di Mark Perez li asseconda, con due personaggi veri e non due maschere da muovere in un teatrino. Il cast dei comprimari è da applausi con Jesse Plemons (Breaking Bad, Fargo) inquietante e sinistro e Kyle Chandler, sbruffone e bugiardo.

Il ritmo scatenato che i due registi impongono alle avventure tragicomiche del gruppo è perfettamente indovinato: la sottile inquietudine che attraversa la vita dei protagonisti, mettendoli di fronte ai limiti della loro relazione, è il sottotesto che ritorna a galla in modo ricorrente, a contrappuntare ogni svolta narrativa della lunga nottata.

Nel film si sorride di gusto, pur consapevoli di essere dentro ad un gioco leggero e scoperto. Il film ruba a molti sui predecessori, ma lo fa con una certa grazia.

Registi ed attori conoscono i tempi comici alla perfezione e li rispettano rigorosamente, creando, per una volta, una commedia degli equivoci non così banale e telefonata.

La malinconia sottile che attraversa il film, si incarica poi di mitigare gli eccessi puramente slapstick e le gag più improbabili.

Un discreto intrattenimento da sabato sera.

 

 

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