Orso d’Oro all’imbarazzante Touch Me Not: la giuria guidata da Tom Tykwer rovina l’ultima edizione di Kosslick

Il direttore Dieter Kosslick ha trasformato, nel corso del suo lungo mandato di diciassette anni, il Festival di Berlino, da una vetrina per la migliore produzione americana, asiatica ed europea – nella quale Sorgo Rosso, Ragione e sentimento, Magnolia, Intimacy, La città incantata e La sottile linea rossa si erano aggiudicati l’Orso d’Oro – ad una manifestazione molto più attenta a lanciare statement politici, che a sostenere il cinema d’autore.

Ed allora ecco i premi agli sconosciuti, rimasti poi tali, U-Carmen, Il matrimonio di Tuya, Bal, Il canto di Paloma, Il segreto di Esma, ad a film che rappresentavano una dichiarazione d’intenti, come Fuocoammare del nostro Rosi.

Non poche volte, a dir la verità, qualità e impegno hanno fortunatamente coinciso, come in Una separazione di Farhadi, Il caso Kerenes di Netzer, Cesare deve morire dei Taviani o Taxi Teheran di Panahi.

Quest’anno tuttavia pare si sia toccato il fondo, con Touch Me Not dell’esordiente rumena Adina Pintilie, un quasi-documentario sui comportamenti sessuali di una serie di donne e uomini, che ha sollevato unanimemente lo scherno della stampa internazionale, presente alla Berlinale.

Un film d’essai della peggior specie: ma un festival, che era cominciato con la richiesta di sostituire il tappeto rosso con uno nero, in solidarietà con il movimento #metoo, non poteva che concludersi con una doppia vittoria femminile. Alla Pintilie si è sommato il Gran Premio alla polacca Szumowska, autrice di un film altrettanto controverso.

D’altronde se lo statement è più importante della qualità dei film premiati, allora è evidente che la giuria, diretta dal regista Tom Tykwer, il cui unico film di rilievo resta ancora Lola corre del 1998, deve essersi sentita confortata nelle proprie scelte controcorrente.

Peter Bradshaw sul Guardian ha liquidato la scelta con queste accorate parole, che riportiamo per intero: “Brexit. Trump. And now the Berlin film festival jury’s Golden Bear announcement. Truly, we are living through an age of catastrophe. To the impolite astonishment of many, this year’s Golden Bear has gone to Touch Me Not, by the Romanian director Adina Pintilie. This is a quasi-fictional documentary essay about sexuality, which deluged me in a tidal wave of depression at how embarrassingly awful it was, at its mediocrity, its humourless self-regard, its fatuous and shallow approach to its ostensible theme of intimacy, and the clumsy way all this was sneakily elided with Euro-hardcore cliches about BDSM, alternative sexualities, fetishism and exhibitionism.”

Bradshaw ne ha anche per il programma sovraffollato e mal coordinato di Berlino, che sembra far apposta a nascondere i buoni film in una serie di sezioni collaterali che sviano l’attenzione dalla selezione ufficiale del concorso: “I personally think that the calamitous elevation of Touch Me Not, at the expense of better films, is a very Berlin experience. It is often an exasperatingly featureless festival that has terrific films hidden in its programme, films which are there to be discovered, by and large not in its official competition. It is a festival that somehow manages to promote the dullest and most valueless films in its lineup, leaving the good stuff to be revealed almost by accident.”

Le altre scelte della giuria, fortunatamente, hanno premiato alcuni dei migliori film in gara, da L’isola dei cani di Wes Anderson a Dovlatov di German Jr.

Questi sono tutti i vincitori:

Golden Bear for Best Film: “Touch Me Not,” Adina Pintilie

Silver Bear Grand Jury Prize: “Twarz” (“Mug”), Małgorzata Szumowska

Silver Bear Alfred Bauer Prize: “The Heiress,” Marcelo Martinessi

Silver Bear for Best Director: Wes Anderson, “Isle of Dogs”

Silver Bear for Best Actress: Ana Brun, “The Heiress”

Silver Bear for Best Actor: Anthony Bajon, “The Prayer”

Silver Bear for Best Screenplay: Manuel Alcalá and Alonso Ruizpalacios, “Museum”

Silver Bear for Outstanding Artistic Contribution, Costume or Set Design: Elena Okopnaya, “Dovlatov”

Audi Short Film Award: “Solar Walk,” Réka Bucsi

Silver Bear for Short Film Jury Prize: “Imfura,” Samuel Ishimwe

Golden Bear for Best Short Film: “The Men Behind the Wall,” Ines Moldavsky

Best First Feature: “Touch Me Not,” Adina Pintilie

Berlinale Glashütte Original – Documentary Prize: “The Waldheim Waltz,” Ruth Beckermann

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