Venezia 2017. Lean On Pete

Lean On Pete ***

Lean On Pete segue le vicende di Charley Thompson, quindicenne che sogna una casa, del cibo nel piatto e una scuola da non dover cambiare in continuazione. Ma è difficile trovare un po’ di stabilità, se si è figli di un padre single che si arrangia con lavori precari nei magazzini lungo il Pacifico nordoccidentale. Con la speranza di iniziare una nuova vita, i due si trasferiscono a Portland, in Oregon, dove Charley trova un lavoro per l’estate presso un malconcio addestratore di cavalli e diventa amico di un vecchio cavallo, chiamato Lean on Pete.

E’ sempre di corsa Charley Thompson. Ha quindici anni, giocava a football all’high school, prima che suo padre si trasferisse a Portland, in cerca di lavoro.

La madre li ha abbandonati da molto tempo e Charley ha imparato ad essere grande troppo in fretta. Quando in una delle sue mattine vuote si imbatte in Del Montgomery, un allenatore di cavalli da corsa, si affeziona ad uno dei purosangue della sua scuderia ‘Lean on Pete’.

Del lo prende a lavorare con sé. Charley attraversa lo stato sul furgone di Del, per far gareggiare i cavalli, assieme ad una ragazza che cavalca da fantino.

Ma il mondo delle corse è crudele e Del ha perso ogni illusione, in una lunga vita on the road.

Alla fine Charley scappa con ‘Lean on Pete’, per evitargli un viaggio senza speranza in Messico. Il ragazzo ed il cavallo attraversano così l’america del midwest, tra panorami e deserto, fattorie solitarie e spazi infiniti in cui perdersi.

Ma lo sguardo di Haigh è antiretorico, lontano dai clichè del viaggio nella wilderness americana. Lo stesso rapporto del protagonista con Pete è squilibrato, univoco: Charley lo sceglie come confessore silente e si limita a trascinarlo, non lo cavalca neppure.

Per lui il viaggio diventa il tentativo di capire se stesso, trovare una strada, ricongiungersi ad una famiglia che non ha mai avuto. Ruberà la benzina e poi un pasto caldo, sarà ospitato da due patiti di videogames, finirà in una roulotte con due spiantati. Scenderà tutti i gradini della scala sociale, fino a mangiare nelle mense dei poveri e a dormire per strada, scappando dalla polizia e da chi forse vorrebbe approfittarsi di lui.

Il film di Haigh è pieno di asprezze e desolazione, il suo sguardo sull’america è quello degli ultimi, dei dropouts, in un paese che continua a vivere nell’illusione di sè, ma in fondo il suo Charley può ancora rimettersi a correre, può ancora ricominciare tutto, nonostante gli errori, le ingenuità, la violenza di chi ha conosciuto il fondo.

Con la stessa tenerezza e la stessa sensibilità dei precedenti Weekend e 45 anni, Haigh filma per la prima volta negli Stati Uniti, raccontando un’altra straight story. Il suo minimalismo non ha bisogno di grandi svolte drammatiche: scava invece nei pensieri di Charley e ce ne restituisce tutta la confusione velleitaria, tutta la generosità, anche grazie alla prova maiuscola di Charlie Plummer, già un credibile candidato al premio Mastroianni.

Gran Bretagna / 121’
lingua Inglese
cast Charlie Plummer, Steve Buscemi, Chloë Sevigny
dal romanzo Lean On Pete di Willy Vlautin
sceneggiatura Andrew Haigh
fotografia Magnus Joenck
montaggio Jonathan Alberts
scenografia Ryan Warren Smith
costumi Julie Carnahan
musica James Edward Barker
suono Joakim Sundstrom

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