Straight Outta Compton

Straight Outta poster

Straight Outta Compton **

Gli NWA sono stati tra la fine degli anni ’80 ed i primi anni ’90, uno dei gruppi più importanti e influenti nel panorama del rap californiano.

I testi di Ice Cube, le musiche di Dr. Dree e la produzione di Eazy-E hanno rappresentato una vera rivoluzione realista nella sottocultura musicale di quegli anni, lanciando il cosiddetto Gangsta Rap e promuovendo ed ispirando, anche attraverso l’etichetta Ruthless Records e con la successiva Death Row, un vastissimo numero di artisti, da Tupac Shakur a Snoop Doggy Dog, fino ad Eminem e 50Cent.

Prima con NWA & the Posse, che contiene il singolo Boyz’n’the hood e poi con l’epocale Straight Outta Compton, uscito nel 1988, il trio, coadiuvato da altri rapper, lanciò un hip hop del tutto nuovo, che parlava la lingua del ghetto di Compton L.A., da dove tutti provenivano: nei loro testi duri e provocatori erano la violenza della polizia, la lotta per la sopravvivenza, il razzismo, la droga e il sesso a suscitar scandalo.

Ma la magia si ruppe presto: nel 1989 Ice Cube, il poeta di Compton che aveva imposto al gruppo il suo stile diretto e i suoi modi rudi, uscì dal gruppo quando ebbe il sospetto che il loro manager, il bianco Jerry Heller, sottraesse soldi al gruppo e gestisse la Ruthless con metodi alquanto discutibili.

Poco dopo anche Dr.Dree abbandonò il gruppo per lo stesso motivo, fondando con la sua ex guardia del corpo, Suge Knight, la Death Row Records, responsabile della deriva più violenta del gangsta rap, che lascerà molte vittime giovani sulla sua strada.

Eppure il film che F.Gary Gray ha dedicato alla nascita ed alla dissoluzione degli NWA è un film che più tradizionale e hollywoodiano non si potrebbe, con la classica parabola from rags to riches.

Dal criminale dal cuore d’oro che vuole rifarsi una vita, al discografico imbroglione e maneggione, dalle groupie disponibili ai cameo indicati con una sovrimpressione sullo schermo, dal talento introverso che abbandona il gruppo per seguire la propria ispirazione solista, fino alla malattia terribile degli anni ’80 ed alla morte prematura, proprio quanto la reunion era vicina: non manca davvero nulla a questo Straight Outta Compton. Il repertorio dei clichè è sfruttato senza misura, per costruire un film che più mainstream e conformista non si potrebbe.

E se è vero che i rivoluzionari più incendiari si trasformano spesso in innocui pompieri, il film di Gray ne è l’ennesima riprova.

Prodotto dai membri superstiti del gruppo con un’attenzione maniacale nel lasciare a tutti il proprio spazio ed a rappresentare i musicisti come simpatici idealisti, interessati solo alla propria musica, lasciando ai manager il ruolo classico dei villain, Straight Outta Compton è un film fondamentalmente innocuo, di scarso o nessun interesse, se non per chi non abbia quantomeno conosciuto o partecipato a quella epopea musicale.

Quanto all’hip hop e al gangsta rap con le sue degenerazioni misogine e violente, su cui pure Straight Outta Compton non è del tutto reticente, stendiamo un velo pietoso, senza però dimenticare che il film ha incassato in estate 161 milioni di dollari negli USA, mentre l’ultimo film di Spike Lee, il bellissimo manifesto pacifista Chi-Raq, evidentemente ostile a quel mondo ed a quella sottocultura, arranca in limited release.

Solo per die hard fans.

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