Al di là dello sguardo: Trash

Trash

Trash ****

Una favola sulla povertà e la corruzione, sulla fede, la giustizia, l’amicizia e la speranza, splendidamente recitata da tre giovanissimi brasiliani che il regista britannico Stephen Daldry ha trasformato in attori. Questo è Trash, il film che ha trionfato al 9° Festival Internazionale del Film di Roma, vincendo il Premio del Pubblico BNL per la sezione Gala, la più competitiva e ambita, nonché il Premio Speciale della Giuria Alice nella Città.

La trasposizione cinematografica dell’adventure story di Andy Mulligan, è ambientata in Brasile, nelle favelas di Rio de Janeiro, dove Rafael (Rickson Tevez) e Gardo (Luis Eduardo) ritrovano un portafoglio tra i rifiuti giornalieri della discarica locale dove lavorano. Resisi conto dell’importanza dell’oggetto, insieme al loro amico Rato (Gabriel Weinstein), decidono di andare fino in fondo e tentare il tutto per tutto per scoprire che mistero si nasconde dietro questa storia, fuggendo dalla polizia alle loro calcagna. Lungo il percorso colmo di difficoltà, il trio dovrà distinguere gli amici dai nemici, ricostruire la storia del portafoglio che tanto li appassiona e risalire al proprietario José Angelo (Wagner Moura) capendo ben presto di non poter fare affidamento sulla polizia, manipolata dal violento Frederico (Selton Mello). A supportarli però, saranno il tenace Padre Julliard (Martin Sheen) e la sua giovane assistente Olivia (Rooney Mara), due missionari americani in servizio nella favela dei tre ragazzini.

Il lungo processo che ha portato alla realizzazione di Trash è stato seguito con maestria in ogni sua parte da Stephen Daldry, regista dal vasto curriculum teatrale che, con le sue quattro pellicole cinematografiche (Billy Elliot, The Hours, The Reader – Ad Alta Voce e Molto Forte, Incredibilmente Vicino), ha ottenuto niente di meno che 19 candidature e due vittorie agli Oscar. Circondato da una rosa di professionisti fatta di grandi nomi, primo fra tutti lo sceneggiatore Richard Curtis (Quattro Matrimoni e un Funerale, Notting Hill), Daldry voleva più di ogni altra cosa che il film appartenesse ai tre piccoli eroi. Sono loro i protagonisti assoluti di questa missione in nome del “ciò che è giusto”, filo conduttore di un film profondamente drammatico ma ottimista, addolcito da senso di umorismo e moralità. Vivono in una realtà complicata che il regista riesce molto bene a descrivere, con onestà e in maniera veritiera, senza intenti sociali e politici espliciti.

Alla base della storia vi è il concetto classico della narrazione: il trionfo del bene sul male. Trash mette in scena la lotta contro la corruzione e la violenza, vista dagli occhi di tre adolescenti che si scontrano con un sistema a loro quasi sconosciuto, nel nome del coraggio; occhi innocenti ma vigili, piedi nudi che corrono per le strade di Rio e calpestano la sporcizia, nella speranza di una vita migliore.

I tre amici hanno il potere di bucare lo schermo, parlando direttamente al pubblico in sala tramite un video, una scelta azzeccata, nel tentativo di rendere le situazioni il più reali e autentiche possibile. Tutta la vicenda ruota intorno a loro, per la prima volta davanti alla macchina da presa e proprio per questo estremamente spontanei e incisivi. Lo stile drammatico adottato da Daldry, denso di sensibilità e riconoscibile in ogni suo film, si serve di preziosi elementi stilistici messi insieme alla perfezione: basti pensare alla resa del montaggio dal ritmo serrato e mai stancante nelle sequenze d’inseguimento, centrali ed emozionanti, degne di un frenetico thriller d’azione.

Trash è entusiasmante, intenso, coinvolgente, e scorre tutto d’un fiato. Merita di essere visto in lingua originale per poter apprezzare appieno le straordinarie performance di Rafael, Gardo e Rato che recitano in portoghese ma che si cimentano con l’inglese imparato nei mesi di lavorazione del film. La realtà diventa una fiaba dal lieto fine e un romanzo per ragazzi sull’amicizia, ambientato in un luogo sconosciuto, si trasforma in un film di denuncia sociale condito da una colonna sonora trascinante. Ad innalzare ulteriormente il livello sono i bravissimi interpreti di supporto, l’egregio Martin Sheen affiancato da Rooney Mara (Her) e la sua grazia, così come gli attori brasiliani, professionisti e non. Trash, per volontà del suo regista è, in effetti, un film profondamente brasiliano, per le persone che lo hanno fatto, che ci hanno creduto e perché narra una storia che rappresenta i sogni, le aspirazioni e la cultura di un popolo e di una nazione, il Brasile.

Il film esce in Italia il 27 novembre 2014, distribuito da Universal Pictures.

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