A kind of blu: Hook – Capitan Uncino

HOOK

FILM

Esiste una dimensione tra sogno e veglia dove i padri non si dimenticano la partita di Baseball del figlio e dove le più leggere fantasie della giovinezza si librano in cielo cingendo le bianche nuvole. E poi c’è un mondo terreno e quotidiano in cui vige la norma della serietà e dove le illusioni muoiono perché prive di propulsione.

Il limbo della spensieratezza propria dei soli fanciulli lo celebrava Bennato.

«Seconda stella a destra : questo è il cammino e poi dritto, fino al mattino».

L’isola che non c’è, il locus amoenus delle battaglie infinite di Peter Pan e Capitan Uncino, l’accogliente abitazione dei piccoli bimbi sperduti nonché lo sfondo della pellicola Hook: Capitan Uncino, l’opera di Steven Spielberg datata 1991 che il regista ultimò prima dell’avvio alla pre-produzione di Jurassic Park (1993).

In uno slip case bianco dorato ideato da Sony Pictures è contenuto il disco Blu-Ray di Hook, per la prima volta in alta definizione sul mercato italiano. Etichetta “edizione speciale” e racchiusa come tale in un’elegante confezione, il supporto della vecchia TRISTAR arriva da noi in ritardo rispetto all’offerta estera (una identica copia con lingua italiana ma localizzata con il titolo tedesco era già stata pubblicata tre anni prima) ma comunque in tempo per onorare e rinfrescare il ricordo della vivace recitazione di Robin Williams, mancato lo scorso agosto.

VIDEO

Riguardando i voli di Peter Pan, la parrucca di Giacomo Uncino (Dustin Hoffman) e l’abito luccicante di Campanellino (Julia Roberts) tornano alle memoria le imperfezioni di una datata VHS dal nastro consumato, ormai disposta in un angolo a far compagnia al vecchio tubo catodico. Ma se il passaggio all’alta definizione è superfluo per alcuni o risulta un avanzamento nostalgico e sofferente per altri, è altrettanto vero che non abbiamo mai visto Hook: Capitan Uncino con una simile precisione. La fumosa fotografia interrotta da nebbie e scintillanti biancori è fedelmente riproposta in full HD grazie ad una masterizzazione in alta definizione concepita da Sony esclusivamente per l’Home Video: il ritaglio d’immagine panoramico a 2.40:1 è un esubero di dettagli che fino ad ora ci erano stati privati dai limiti della qualità SD. La cute di Hoffmann nei primissimi piani regala dei punti taglienti ; il rosso della divisa del pirata, il verde fogliame delle scenografie e della tuta di Pan è sfavillante, tangibile nei sui tratti e profonda all’interno del quadro. Le figure appaiono tridimensionali ed evidenti nei confronti delle correzioni digitali soft ancora immature al tempo, ancora lontane dal venturo eccesso hollywoodiano.

Pur vantando una traccia video nutrita nel flusso dati e uno spazio colore più denso grazie al SMBV (Super Bit Mapping) il trasferimento esaminato presta il fianco ad alcune mancanze: la più evidente, in ordine temporale e d’importanza, è una tintinnio delle scritte all’avvio del film ; i titoli di testa vibrano fino alla comparsa delle prime immagini salvo poi stabilizzarsi e stupire nella colorazione e nelle minuzie poc’anzi dette. Si avverte del rumore digitale sulla gamma dei neri, un disturbo probabilmente già presente nel girato ma che risulta accentuato dalla compressione nella scena in cui Peter ritrova il covo dei bimbi sperduti nel tronco d’albero, il momento in cui Trilli gli suggerisce di pensare e stringere un ricordo felice. Non si notano difetti derivanti da un uso massiccio di filtri e, se si escludono le carenze del tremolio e del digital noise, il disco Blu-Ray di Hook può assicurarsi un posto tra i più distinti trasferimenti in HD della celluloide anni ’90.

AUDIO

Trattandosi di un’edizione italiana che riedita la copia tedesca del 2011, il menù è identico: consente, pur avendo i suoi anni, un’agile navigazione sia alla prima schermata che durante la visione del film con comparsa pop-up. Tramite i tasti scopriamo il ricco bagaglio audio che veste l’inglese in una codifica lossless DTS HD Master 5.1 ha riservato il Dolby Digital 5.1 per l’italiano, francese, spagnolo e tedesco; il giapponese è proposto il Dolby Surround e il tailandese in traccia monofonica.

Così come il quadro video non aveva cancellato le spuntinature e i graffi tipici della pellicola, il mix sonoro non ha estirpato i più lievi rumori di fondo; pur non inficiando la comprensione dei dialoghi e la vitalità dei componimenti di John Williams si avverte una permanenza in sottofondo ma forse è meglio così: una pulizia distruttiva avrebbe rimosso delle tonalità importanti e diversi effetti sonori provenienti dai diffusori surround. Sebbene l’audio di Hook rimanga saldamente centralizzato, spinto sulla chiarezza dei parlati e sull’oltranza della theme principale, gli si riconosce di aver abbellito l’esperienza sonora con cori, voci e musiche che, duplicati dalla fonte frontale, spingono la traccia ad un’appropriata evoluzione, un balzo in avanti rispetto a quella esperita con il sistema stereo della videocassetta.

GIUDIZIO

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