BFI London 2013: We are the best!

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We are the best! ***

Non è la prima volta in sala per We Are The Best! – il film ha ricevuto il plauso di Reykjavik (prima mondiale e premio del pubblico), Venezia e Toronto. L’undicesimo film di Lukas Moodysson è stato scelto per la serata di gala della categoria Sonic al BFI London Film Festival – la sezione dedicata al cinema che confina con la musica, e viceversa.

Un ritorno in gran spolvero per l’enfant prodige svedese che Ingmar Bergman aveva definito ai tempi “giovane maestro” – ma che dopo i successi di critica di Show Me Love (1998), Lilya 4-Ever (2002) e A Hole in My Heart (2004) non aveva saputo resistere alle sirene di Hollywood realizzando il deludente Mammoth (2009), con le star del momento Gael Garcia Bernal e Michelle Williams.

Con We Are The Best! Moodysson torna a quello che sa fare meglio: raccontare i giovani e i giovanissimi che popolano le (gelide) periferie urbane svedesi – con i primi litigi, le prime scoperte alcoliche, i primi amori. Questa volta s’ispira a una graphic novel vagamente autobiografica scritta dalla moglie Coco – Never Goodnight.

Stoccolma, 1982: tredici anni e amiche per la pelle, Bobo e Klara non vogliono credere che il punk sia morto, continuano a insaponarsi la cresta e per questo sono il bersaglio degli scherzi di amici e compagni. Per dare una svolta alla loro protesta e uscire dal cono d’ombra dell’emarginazione a scuola, Bobo e Klara hanno un’idea geniale: fondare una punk band e partecipare al concerto di Natale. Hanno già un titolo per il pezzo di apertura, We Hate Sport – ora non resta che imparare a suonare…

Diciamocelo, ad ambientare i film negli anni Ottanta non si sbaglia mai – in un gioco al compiacimento dello spettatore, tutte le energie finiscono nello sforzo di riconoscere le marche di surgelati e i tagli di capelli. Ma in We Are The Best! non c’è soltanto il gusto per i telefoni retro: l’entusiasmo della due giovanissime protagoniste è contagioso, le canzoni orecchiabili e in alcuni punti si ride a scena aperta. La seconda parte forse annaspa un po’, abbandonando la linea narrativa principale (la band, la preparazione per il concerto) e perdendosi nelle schermaglie sentimentali di Bobo e Klara; ma We Are The Best! è un piacere per gli occhi e per le orecchie, e glielo perdoniamo.

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