Mereghetti su Gloria

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La recensione settimanale di Paolo Mereghetti è dedicata questa settimana a Gloria, il film cileno di Sebastian Lelio che esce oggi nel nostro paese.

Il film racconta la vita quotidiana della cinquantottenne Gloria, separata da una decina d’anni ma decisa a godere ancora dei piaceri del l a v i t a . Per questo spesso va a ballare, in un locale frequentato anche da coetan e i , n e l l a speranza di qualche piacevole incontro.

[…] Gloria ha un lavoro, una figlia, Ana (Fabiola Zamora), disposta a rischiare il proprio futuro in un legame non scontato (con un ragazzo svedese che scala montagne in giro per il mondo) e un figlio, Pedro (Diego Fontecilla) che invece ha problemi con l’ex moglie e probabilmente anche con la propria salute (a metà film lo vediamo senza più i suoi lunghi capelli e la mamma lo consola dicendo che ricresceranno). Quello che le manca è un compagno, che pensa di aver trovato in Rodolfo (Sergio Hernández), di poco più anziano di lei, come lei amante del ballo, benestante (è proprietario di un parco divertimenti dove gli adulti possono giocare alla guerra) e molto attratto sessualmente da Gloria.

Non è un fattore secondario quello del legame fisico che si instaura tra i due. Non lo è nelle scelte di messa in scena, quando i corpi nudi dei due attori spezzano all’improvviso le scelte visive tutto sommato «tradizionali » del film. E non lo è nemmeno dal punto di vista narrativo, quando i toni della commedia (di costume o drammatica poco importa) fanno i conti con un «verismo» se non inusitato almeno inaspettato.

[…] E il corpo della Donna, con le sue voglie e i suoi pudori, diventa allora il grimaldello con cui entrare nel «corpo» del Cile e delle sue tante contraddizioni. I giovani che cercano un’indipendenza quasi rabbiosa (la scena di Ana all’aeroporto che non vuole i saluti della madre), gli adulti che si accorgono dei propri errori (l’ex marito di Gloria che si pente di non essere stato presente a certi momenti della crescita dei figli) o che non sono capaci di liberarsi dal proprio passato (come appunto fa Rodolfo…) sono tutti aspetti di un comportamento collettivo che il coraggio e l’indipendenza (anche sessuale) di Gloria mette ancor più in evidenza.

Tre stellette.

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