La critica cinematografica tra nuovi media e tradizione

Casta

In piena estate è uscito un libro prezioso, per chi si occupa di critica cinematografica e nuovi media.

L’ha scritto Maria Cristina Russo per Le Mani: Attacco alla casta è una ricognizione documentata e necessaria sullo stato della critica cinematografica italiana ed è la prima seria analisi di quelle realtà, che sono nate nel web e che ancora stentano ad essere riconosciute dall’establishment tradizionale.

Il libro si apre con un’introduzione di Valerio Caprara e con una brave storia del mestiere che tutti pensano di saper fare, passando dalle riviste italiane del dopoguerra ai Cahiers di Bazin, sino ad approdare a Segnocinema ed alle riviste di settore.

La parte centrale è invece dedicata all’analisi della critica online, in tutte le sue forme, dal blog personale a quello collettivo, dalle webzine, sino ai portali più grandi. Si evidenziano i pregi ed i difetti di ciascuno, si analizza lo stile ed il carattere di alcuni dei maggiori siti di cinema.

E si cerca di costruire un ponte ideale tra carta stampa, accademia e web: mondi che si guardano con diffidenza reciproca e che invece farebbero bene a collaborare, anche costruendo momenti di confronto.

L’ultima parte del libro è invece dedicata ad una serie di interviste con alcuni dei nuovi critici: tra questi anche Stanze di Cinema.

La Russo mette in luce le fragilità dei nuovi media, la loro volatilità, ma anche la straordinaria capacità di rimettere al centro del discorso l’analisi critica, troppo spesso emarginata nei quotidiani cartacei, dove prevale il pezzo di colore, sapientemente indirizzato dagli uffici stampa e marketing delle case di produzione.

Le ultime novità però vanno nella direzione giusta.

Se persino una rivista storica come Cineforum ha sentito il bisogno di lanciare un suo ricchissimo sito internet, chiedendo aiuto solo ai suoi tradizionali collaboratori, ma rompendo finalmente gli steccati tra carta stampata ed informazione online, ci chiediamo se le resistenze ancora così evidenti non debbano essere oggetto di una riflessione comune, magari proprio a partire dalle pagine del libro della Russo.

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