Abel Ferrara: un filmaker a passeggio tra i generi

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Abel Ferrara è impegnato in questi giorni nel montaggio di Welcome to New York, scritto assieme a Christ Zoist, prodotto dai francesi di Wild Bunch ed interpretato da Gerard Depardieu e Jacqueline Bisset: la sua versione dell’affaire Strauss-Kahn è uno dei film più attesi del 2014.

Fabrizio Fogliato, nel bellissimo “Abel Ferrara. Un filmaker a passeggio tra i generi”, edito da Sovera Edizioni, ci accompagna in un viaggio emozionante e pieno di sorprese, attraverso la straordinaria carriera di un regista iconoclasta e passionale, capace di affreschi grandiosi e tragici e di opere contraddittorie, involute, sgangherate.

Il libro segue lo stretto ordine cronologico dei film del regista newyorkese, senza prefazioni o introduzioni, tuffandoci immediatamente nella temperie culturale ed artistica dei primi anni ’70, tra sperimentazione e volontà di affermare la propria voce.

Da subito sono evidenti l’influenza ed il ruolo dell’amico Nicholas St. John, che ha scritto e recitato nei film di Abel Ferrara, a partire dal corto Nicky’s Film e sino al dittico definitivo dei capolavori The Addiction e Fratelli – The Funeral. 

Non è un caso se la rottura consumata tra i due, a metà degli anni ’90, abbia coinciso con un lento declino del nostro, quasi sempre incapace, da allora, di dare forma compiuta alle sue ossessioni.

Il libro è costellato di magnifiche digressioni, che ampliano il campo d’indagine strettamente biografico e critico, creando un dialogo ideale tra opere ed autori diversi, a partire da Gerard Damiano e William Lustig, fondatore dell’etichetta Anchor Bay.

Il libro prende in considerazione la sterminata opera di Ferrara, dai corti delle origini, ai videoclip, dai lungometraggi più noti, alle incursioni nel documentario e nelle serie tv. Oltre all’analisi del contesto produttivo, delle intenzioni e delle scelte dell’autore, Fogliato arricchisce il suo testo con una rassegna dei principali contributi critici del tempo.

Chiudono il libro una nota biografica del tutto esaustiva, accompagnata da un profilo del regista, impegnato nella Masterclass del Festival di Locarno, in occasione della consegna del Pardo d’Onore nel 2011.

Per gli amanti del regista di King of New York, “Abel Ferrara. Un filmaker a passeggio tra i generi” è un testo imperdibile e definitivo; per tutti gli altri, un racconto appassionante e ricco di umanità, su uno dei grandi talenti del cinema indipendente americano.

Da non perdere.

 

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