Riprendono le uscite settimanali e riprende la rubrica di Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera.
Questa settimana è In another Country di Hong Sang soo a finire sotto la lente del critico.
“Tre variazioni sul tema dell’amore mancato, tre «episodi» che mettono in scena (quasi) gli stessi personaggi per riflettere – con molta ironia – sulla seduzione, sul fascino esotico ma anche sul rapporto tra realtà e sogni, apparenza e verità. Oltre a essere l’occasione, per il pubblico italiano, di conoscere un regista sudcoreano che in tanti hanno paragonato, per leggerezza e precisione psicologica, a Eric Rohmer.
E In another country, in un altro paese, in concorso l’anno scorso al Festival di Cannes, è il film che i ragazzi della Tucker hanno deciso di distribuire nelle sale italiane per far conoscere il lavoro del regista Hong Sang-soo, primo di altri tre titoli (Hahaha del 2010, Oki’s Movie sempre del 2010 e The Day He Arrives, del 2011) che permetteranno di apprezzare quello che per molti storici del cinema è stato uno dei capostipiti del nuovo cinema coreano, accanto ai più conosciuti (in Italia) Kim Ki-duk, Park Chan-wook o Lee Chang-dong.
[…] A fare da perno dell’operazione c’è una sorprendente Isabelle Huppert, meno trattenuta di altre volte e più libera di giocare con la propria immagine di star. Perché tutte e tre le sue Anne si portano addosso il fascino esotico della donna appassionata (sia quando ama che quando è tradita), disponibile agli incontri (per non dire alle avventure) a cui gli uomini coreani sembrano incapaci di resistere. E proprio il gallismo nazionale è uno degli obiettivi della satira di Hong Sang-soo, che non lesina battutacce anche sulla predisposizione alle ubriacature degli uomini, sulle grettezze e le invidie femminili, mentre tratteggia con leggerezza e sapienza una specie di ronde dei sentimenti repressi e delle azioni mancate, inseguendo un’idea di «eterno ritorno» della vita che alla fine permette a tutti di trovare un proprio posto e una propria piccola felicità.
Tre stellette.

