The Lone Ranger è andato malissimo. Nonostante rimettesse assieme il team creativo originale de I pirati dei Caraibi, non ha funzionato e la Disney ci ha perso qualcosa come 190 milioni di dollari, sinora.
Per il quinto episodio dei Pirati, ancora senza regia, Bruckheimer, storico produttore d’azione, sulla vetta sin dagli anni ’80, avrebbe perso il final cut – cioè il diritto a completare il montaggio in autonomia.
Bruckheimer è responsabile altresì dei flop di G-Force, costato 150 milioni e fermatosi a quota 293 worldwide (-10 di perdita), mentre nel 2010 arrivò la doppietta, formata da Prince of Persia (200 milioni di budget, 335 di incassi, -80 di perdite) e L’Apprendista Stregone (150 milioni di budget, 215 di incassi, – 90 di perdite). The Lone Ranger ha fatto traboccare il vaso.
La Disney probabilmente non rinnoverà l’accordo con il produttore ed è ora impegnata a mantenere il budget al di sotto dei 200 milioni, affidando la regia a qualche giovane di belle speranze, come Joachim Ronning e Espen Sandberg, la coppia di Kon Tiki.
Sarà davvero così?

