Il primo uomo di Gianni Amelio. Il trailer

A quasi sei anni di distanza da La stella che non c’è, Gianni Amelio ritorna in sla con Il primo uomo.

Tratto dal romanzo autobiografico, postumo e incompiuto, di Albert Camus, sulla sua infanzia nell’Algeria coloniale, il film ha avuto molte traversie produttive, un rinvio della lavorazioen di due anni e problemi anche in fase distributiva.

Come ha spiegato Amelio in conferenza stampa, Il primo uomo era stato selezionato per Venezia, ma poi all’ultimo minuto Mueller ha cambiato idea. I produttori hanno quindi insistito perchè il film fosse a Toronto ed Amelio ha disertato la manifestazione nordamericana, ritenendo che la cornice di Berlino fosse invece la più adeguata per film, che sarebbe uscito nelle sale solo in primavera.

Pur senza accompagnare il film a Toronto, Amelio si è portato a casa l’importante premio FIPRESCI della stampa internazionale, che si affianca tradizionalmente a quello del pubblico: gli unici riconoscimenti assegnati nel festival canadese, che, come noto, non ha un vero e proprio concorso.

Ora il film arriva finalmente nelle sale italiane, mentre in Francia uscirà solo ad ottobre, forse a causa del tema poco popolare oltralpe: “Il mio non è un film sulla guerra d’Algeria ma su qualsiasi tipo di guerra che può dividere le etnie: ho cercato di attualizzare quel conflitto, non solo nel Maghreb, ma in qualunque parte del mondo dove due, tre, quattro etnie sono chiamate a convivere nello stesso territorio. Il primo uomo, come hanno scritto anche due giornalisti algerini, è un film che finalmente storicizza le due differenti posizioni, quella di Camus (‘sì alla rivoluzione, no al terrorismo’, ndr) e quella del maestro Bernard (‘qualche volta, tra i romani e i barbari, è giusto stare dalla parte dei barbari’, ndr), che vuole la violenza quale unica arma per ribellarsi al giogo della violenza colonialista.”

E’ ancora una storia d’infanzia e di padri assenti. Il film è stato proposto ad Amelio dai produttori francesi, forse anche perchè la sua storia personale, sembrava molto affine a quella raccontata da Camus: “Sono stato scelto per il mio passato. E’ probabile ci sia coincidenza tra le due vite, ad iniziare da un’infanzia povera. E dal fatto che anche io sono stato allevato da mia madre e da una nonna molto energica. Ma non bastano le coincidenze: diciamo che in un certo senso è stato incoraggiante fare un film autobiografico seguendo l’autobiografia di un altro, un altro come Albert Camus”.

Questo è il trailer del film. Da non perdere.

 

Qui invece potete trovare una breve intervista ad Amelio, che tornerà dietro la macchina da presa a marzo 2013, per un progetto italiano, da girare a Milano.

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