J.Edgar. Nuove foto e un’intervista a Eastwood e Di Caprio

Su Entertainment Weekly una prima intervista a Di Caprio, Lance Black e Eastwood, sul prossimo J.Edgar, il biopic su Hoover, il potentissimo capo dell’FBI.

Grazie a Bad Taste, molti passi di questa intervista sono accessibili anche in italiano:

“Quello che mi incuriosiva erano i motivi di tutto questo,” spiega lo sceneggiatore Dustin Lance Black, vincitore dell’Oscar nel 2008 per Milk. “Ha fatto delle cose straordinarie per questo paese, ma per quale motivo ha fiinito per fare così tante cose negative? Penso che volesse riempire un vuoto, quel vuoto che solo l’amore può riempire, e che lui cercava di riempire con l’ammirazione pubblica. Questa è una persona alla quale sin dalla giovane età era stato detto che non avrebbe potuto esprimere l’amore che provava.” […]

“Beh, io sono cresciuto negli anni trenta e quaranta con Hoover come autorità assoluta. E’ sempre stato l’autorità, il poliziotto migliore di tutti. L’FBI veniva considerata con reverenza, e noi provavamo tutti una sorta di ammirazione,” continua Eastwood. “Ora quando si parla con degli agenti dell’FBI che hanno lavorato con lui, ci sono opinioni contrastanti. Molti di loro adoravano Hoover, amavano lavorare per lui.” […] “Sapeva cosa poteva fare a chiunque, bastava fare una ricerca sulla loro vita. Ma tutta la sua vita era stretta tra lui, Helen Gandy (Naomi Watts nel film ndr.) e Clyde Tolson (Armie Hammer)”

Ma il potere spesso logora: “Quest’uomo ha aperto il Bureau of Investigation e lo ha trasformato nel Federal Bureau of Investigation, e poi lo ha guidato per 48 anni, lungo ben otto presidenze. Ovviamente nessuno poteva eliminarlo, perché lui aveva qualcosa su chiunque.”

Dustin Lance Black è convinto che la sessualità repressa di Hoover lo abbia, alla fine, trasformato in quel maniaco del controllo e ubriaco di potere che è diventato, ma la sceneggiatura lascia le cose molto più ambigue. Eastwood dice di non voler dire la parola definitiva sulla sessualità di Hoover, soprattutto perché nessuno lo sa con certezza: “Alcune persone possono interpretare la storia in quel modo. Alcuni potrebbero semplicemente dire che lui e Tolson erano amici inseparabili. Oppure si è trattata di una storia d’amore senza che vi fosse una relazione omosessuale di mezzo, non ne ho idea. Ma il modo in cui Lance ha gestito la sceneggiatura è davvero interessante, non è qualcosa di ovvio o scontato.

DiCaprio interpreta Hoover nei suoi ultimi anni di vita, quando il suo aspetto lo faceva sembrare una specie di bulldog, attraverso il makeup prostetico. “Penso che sia sempre stato un outsider,” spiega l’attore. “Penso che questa storia ruoti proprio attorno a questo, a come lui abbia perso il contatto con la realtà verso la fine della sua vita. Alla fine è diventato una sorta di maniaco paranoico ossessionato dalle cose più bizzarre”.

Un po’ come era successo ad un altro personaggio interpretato da Di Caprio, l’aviatore Howard Hughes, che condivideva molte delle ossessioni di Hoover.

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