The American

The American **

Anton Corbijn è un noto fotografo di musica e moda. Ha debuttato sul grande schermo con il riuscitissimo Control sul leader dei Joy Division. La Hollywood più avveduta si è subito accorta del suo talento e George Clooney, con il socio Grant Heslov, gli ha affidato la regia di questo thriller malinconico e rarefatto, in cui il divo appare in preda ad una crisi di identità.

Visibilmente dimagrito, Clooney è Jack: un killer – forse – ed un artigiano, esperto in armi da progettare e realizzare “su misura”. Un sarto della criminalità internazionale, che si è rifugiato in Svezia e forse intende ritirarsi dal giro. 

Dei misteriosi assassini lo trovano nelle nevi scandinave e lo costringono ad una fuga precipitosa. Ne fa le spese una donna innocante.

Rifugiatosi a Roma e da qui in Abruzzo in un paesino che si chiama Castel del Monte, per rendersi invisibile, viene convinto dal suo capo, Pavel, a non far amicizie e sparire dalla circolazione: contemporaneamente riceve l’incarico per un ultima consegna. Un’arma particolare, necessaria per un colpo a lunga distanza.

Con pazienza certosina ed un indubbio talento artigiano, Jack, che in paese si fa chiamare Edward, costruisce il fucile perfetto, per una donna che si fa chiamare Mathilda.

Contravviene però al consiglio del suo committente e si innamora di una giovane prostituta, Clara, vien travolto dalla sua esuberanza e sembra voler ricominciare con lei una vita diversa.

C’è però un un tipo sospetto che lo pedina…

The American è un thriller rarefatto, che sfrutta magnificamente le atmosfere ed i set abruzzesi, come metafora di una condizione di perenne esilio, in cui Jack è costretto a vivere.

Continuamente all’erta, senza certezza e senza la possibilità di fidarsi di nessuno, l’armiere sembra trovare pace solo nel suo lavoro e nelle farfalle, che studia e fotografa. 

Il suo è un lavoro di straordinaria dedizione, che Corbijn illustra con i tempi lunghi di un film europeo. C’è poca azione in questo The American, il conflitto sembra essere tutto interiore.

Non sapremo mai chi è veramente Jack, per chi lavora, perchè lo cercano e chi lo vuole morto. Ma la sua condizione diventa specchio di un disagio più profondo, di un’anima irrisolta, incapace di pacificare l’inferno che sembra bruciarlo dall’interno.

Clooney gioca all’antidivo e si costruisce un ruolo che usa i clichè personali e di genere per ribaltarli, come in un improvvisazione jazz su uno standard che sembra conoscere alla perfezione. Jack è una sorta di moderno samurai, che occulta dietro un velo di malinconica freddezza ogni pericolo. Almeno fino all’incontro con Clara, che finisce per stravolgere tutto.

Bravissima  Violante Placido che interpreta Clara con seducente naturalezza, rendendo credibile l’ennesima puttana dal cuore d’oro, che avrebbe rischiato di affondare nello stereotipo. E lo fa con una fisicità travolgente, che dona al film qualche brivido di verità.

Nel cast anche Paolo Bonacelli nel ruolo di un prete con molti segreti e Filippo Timi, “dottore delle auto”.

Il film avrebbe dovuto aprire la Mostra di Venezia: poi Mueller ha preferito bruciare Black Swan al suo posto. Peccato, non avrebbe sfigurato troppo…

Annunci

Un pensiero riguardo “The American”

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.