Venezia 67: tutti i film del concorso

Questa mattina a Roma, Mueller e Baratta hanno presentato il cartellone della prossima Mostra che si annuncia ricco di proposte, di giovani novità e di ritorni attesi.

Quello che manca sempre a Venezia da alcuni anni a questa parte è un fuori concorso ludico e di genere, capace di mantenere alta la tensione del festival e di arricchire un programma in cui ci sono forse troppi italiani.

Ecco i 22 film in gara, che rispettano quasi integralmente le anticipazioni delle ultime settimane. Ci sarà un ultimo film, a sorpresa, che sarà annunciato lunedì 6 settembre. La tradizione di Mueller si ripete anche questa volta:

Black Swan di Darren Aronofsky
La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo
Noi credevamo di Mario Martone
La passione di Carlo Mazzacurati
La pecora nera di Ascanio Celestini
Somewhere di Sofia Coppola
Happy Few di Antony Cordier
Silent Souls di Aleksei Fedorchenko
Promises Written in the Water di Vincent Gallo
Road to Nowhere di Monte Hellman
Balada triste de trompeta di Alex de la Iglesia
Venus Noire di Abdellatif Kechiche
Post Mortem di Pablo Larrain
La versione di Barney di Richard J. Lewis
13 Assassins di Takashi Miike
Potiche di François Ozon
Meek’s Cutoff di Kelly Reichardt
Miral di Julian Schnabel
Norwegian Wood di Tran Anh Hung
Attenberg di Athina Rachel Tsangari
Detective Dee di Tsui Hark
Drei di Tom Tykwer

Aggiornamento 10.8.2010
Essential Killing di Jerzy Skolimowski

Ci sono quindi i 4 italiani attesissimi, Martone, Costanzo, Celestini e Mazzacurati, ci sono molti americani irregolari, a cominciare da Aronofsky, Vincent Gallo e Sofia Coppola, che qui veniva consacrata con Lost in Translation.

C’è il sulfureo Schnabel che adatta un romanzo della sua compagna Rula Jebreal e ci sono alcune scelte coraggiose: Tsi Hark e Takashi Miike in concorso con Monte Hellman, de la Iglesia, Tom Tykwer. Accanto agli autori puri come Kechiche, Ozon, la giovane Reichardt, che torna con Michelle Williams dopo il fortunatissimo Wendy and Lucy, e poi Tran Anh Hung e Pablo Larrain.

Mentre il concorso è ricco e restituisce tutta la complessità del cinema, meno interessante appare il fuori concorso, nel quale, accanto a proposte interessanti e curiose, sembra essere finito un po’ di tutto, senza grandi percorsi riconoscibili.

Da tenere d’occhio i due film dei fratelli Affleck, soprattutto il mockumentary su Joaquin Phoenix, i documentari di Bellocchio e Scorsese, quelli di Salvatores e Tornatore ed i nuovi film di John Woo, Leone d’oro alla carriera, Michele Placido su Vallanzasca, Stefano Incerti con Toni Servillo, Jan Svaksmayer, Stanley Kwan e John Turturro.

Legend of the Fist: The Return of Chen Zhen di Andrew Lau (Serata d’apertura)
Machete di Robert Rodriguez (Film d’apertura Mezzanotte)
The Tempest di Julie Taymor (Film di chiusura)
Vittorio racconta Gassman – Una vita da mattatore di Giancarlo Scarchilli
The Town di Ben Affleck
I’m Still Here: The Lost Year of Joaquin Phoenix di Casey Affleck
Sorelle mai di Marco Bellocchio
Niente paura – Come siamo come eravamo e le canzoni di Luciano Ligabue di Piergiorgio Gay
Dante Ferretti – Production Designer di Gianfranco Giagni
Notizia dagli scavi di Emidio Greco
The Last Movie di Dennis Hopper
Gorbaciof di Stefano Incerti
That Girl in Yellow Boots di Anurag Kashyap
Yongxin Tiaodi Stanley Kwan
Sei Venezia di Carlo Mazzacurati
Zebraman di Takashi Miike
Zebraman 2 di Takashi Miike
Tungngaan 3D dei fratelli Pang
Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido
All Inclusive 3D di Nadia Ranocchi e David Zamagni
Raavanan di Mani Ratnam
1960 di Gabriele Salvatores
La prima volta a Venezia di Antonello Sarno
A Letter to Elia di Martin Scorsese e Kent Jones
Shock Labyrinth 3D di Takashi Shimizu
Surviving Life di Jan Svankmajer
L’ultimo Gattopardo; ritratto di Goffredo Lombardo di Giuseppe Tornatore
Passione di John Turturro
Lope di Andrucha Waddington
Space Guy di Zhang Yuan
Reing of Assassins di John Woo e Su Chao-Pin
Raavan di Mani Ratnam

La qualità, come sempre la faranno i film. Spiccano le assenze di The American di Corbijn con Clooney, attesissimo ed in uscita a settembre e del sempre più misterioso Tree of Life di Terrence Malick.

Altre assenze restano sullo sfondo: Hereafter, il nuovo Eastwood con Matt Damon, Restless di Gus Van Sant, il remake de Il grinta dei Coen, The Rum Diary con Depp, ma per loro non sapremo mai se si tratta semplicemente di film non ancora terminati.

Diverso è il ragionamento su alcuni film che andranno a Toronto 3-4 giorni dopo Venezia e che non ritroviamo nel cartellone della Mostra: sono scelte di Mueller o rifuto dei produttori?

Parliamo di  Never Let Me Go di Romanek con Keira Knightley, Carey Mulligan e Andrew Garfield, dal romanzo di Ishiguro, di The Conspirator di Robert Redford con James McAvoy, di The King’s Speech di Tom Hopper con Colin Firth, di Little White Lies di Guillame Canet con Marion Cotillard, di Rabbit Hole di James Cameron Mitchell con Nicole Kidman e Aaron Eckhart dalla commedia di David Lindsay-Abaire, premiata col Pulitzer: tutti in gara a Toronto.

Mentre The Social Network aprirà il festival di Londra, senza passare dal Lido.

Noi ci saremo e vi racconteremo la Mostra, con la speranza di non dover condividere con voi la delusione di Cannes 2010.

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