Superata la metà del concorso ufficiale ecco la nostra prima parziale classifica dei film in gara.
In testa il musical criminale firmato da Jacques Audiard, Emilia Perez, l’unico vero colpo di fulmine di questa edizione, che si rivela povera come l’avevamo immaginata sin dalla presentazione di aprile e che ha allineato sinora molti nomi che hanno portato lavori stanchi, poverissimi o troppo ricchi, fuori controllo e lontani dal tempo.
Alle sue spalle il notevole e imperfetto The Seed of The Sacred Seed di Rasoulof e Anora di Sean Baker, la sorpresa del festival.
Tra i film discreti ci sono Parthenope di Paolo Sorrentino, che pure ha molto diviso, il trascinante L’Amour ouf di Lellouche, l’indiano All We Imagine As Light e l’animazione di Hazanavicious sulla Shoah, Andrea Arnold e il realismo magico del suo Bird, un Lanthimos un po’ troppo old style, il rumeno Three Kilometres, che vorrebbe essere Mungiu, l’interessante opera prima di Agathe Riedinger e il furbo The Substance, un body horror esagerato e a misura di estetica social.
Migliori attori? Mikey Madison che interpreta una sex worker in Anora e poi le due protagoniste di The Substance Demi Moore e Margaret Qualley o le due di Emilia Perez, Zoe Saldana e Karla Sofia Gascón. Oppure l’indiana Kani Kusruti. Tra gli uomini la scelta è davvero complicata: forse Jesse Armstrong di The Apprentice o Jesse Plemons di Kinds of Kindness?
Questi i titoli del concorso dal migliore al peggiore:
- Emilia Perez
- The Seed of the Sacred Fig
- Anora
- Parthenope
- L’Amour ouf
- All We Imagine As Light
- Kinds of Kindness
- The Most Precious of Cargoes – La plus précieuse des marchandises
- Bird
- Three Kilometres to the End of the World
- The Substance
- Wild Diamond
- Megalopolis
- Grand Tour
- Caught By The Tides
- The Apprentice
- Limonov – The Ballad
- The Shrouds
- The Girl With The Needle
- Oh, Canada
- Motel Destino
- Marcello mio
