In un pianeta prostrato dalle conseguenze di una crisi nucleare, l’umanità si trova ad affrontare la presenza sulla Terra di demoni originati da minuscole particelle di polvere rossa, particelle demoniache appunto, disperse nel momento in cui il disastro nucleare ha portato la Terra e l’Inferno a sovrapporsi. Queste particelle possono crescere e trasformarsi in esseri viventi, oppure attaccarsi agli uomini, consumandoli dall’interno. Un ragazzino di 11 anni, Kento, si ritrova con un daemon come migliore amico: è la piccola Anna, dall’aspetto simile a un cagnolino, con spirali invece del pelo e occhi color arcobaleno sparsi su tutto il corpo. “Che schifo! Che roba è?” è la reazione dei compagni di classe di Kento quando vedono Anna per la prima volta. I due sembrano invece avere un rapporto speciale, non solo perché Anna è stata allevata da Kento che l’ha trovata, particella non ancora sviluppata, nel bosco dietro casa, ma anche perché il ragazzo porta sul volto il segno della presenza di particelle demoniache nel suo corpo: sembra capire le emozioni dei daemon e riuscire a vedere in loro non dei nemici, ma degli esseri viventi con cui è possibile convivere in pace. Ogni daemon ha delle capacità specifiche e spesso uniche: Anna ha la capacità di archiviare e conservare le cose e così, quando la madre di Kento muore, il ragazzo chiede al daemon di conservarne il corpo. I due partono alla ricerca di un demone del tempo che sembra poter riavvolgere gli eventi e che quindi, secondo il ragionamento del ragazzo, potrebbe riportare in vita la madre. Un viaggio lungo e pericoloso attraverso un Giappone mutilato e traumatizzato, complicato dal fatto che la più potente associazione non governativa del mondo, l’Associazione Pace, ha messo una taglia su Anna, considerata un daemon potentissimo.
Il tema principale di questa serie anime ideata da Hirotaka Adachi è riconducibile alle ombre nel cuore dell’umanità che spingono gli esseri umani a distruggere tutto quello che incontrano, compreso il pianeta Terra. La razza umana appare chiusa in sé stessa, facile all’odio e incapace di guardare oltre al proprio interesse particolare. Paura, egoismo e violenza sono le emozioni dominanti nell’umanità post-apocalittica che trasferisce il proprio odio sui daemon, temuti e al contempo sfruttati. E’ questo un tema che fa riferimento, in modo neanche troppo nascosto, al rapporto tra l’uomo e la natura e allo sfruttamento delle risorse naturali, ma possiamo estenderlo anche al controverso rapporto tra uomini e animali. Non è un caso che nella serie non compaiano animali da compagnia, peraltro un topos molto diffuso nella tradizione anime e letteraria giapponese (solo due citazioni: Doraemon, il gatto spaziale e Io sono un gatto di Natsume Soseki). Altri temi sono la maturazione del protagonista, che acquisisce consapevolezza di sé e dell’irrazionalità del comportamento degli altri uomini e quindi si impegna nel finale per trasformarlo; il valore assoluto dell’amicizia e la sua capacità migliorativa; l’accettazione della morte e l’importanza del culto dei defunti. Valori che possiamo definire tradizionali, proposti allo spettatore in una cornice sci-fi moderna e avvincete, con un ritmo serrato e una componente action ben strutturata, con frequenti cliffhanger.
Il racconto è peraltro scarno: potremmo sintetizzarlo come un viaggio di formazione che passa attraverso alcuni cliché comuni all’animazione giapponese degli anni ’80 e ’90 del secolo scorso (scenari post apocalittici, armature robotiche, scienziati senza scrupoli, ma anche un chiaro omaggio ai Pokémon).
Proprio per questi riferimenti è normale che a molti la serie lasci il sapore del già visto e che qualche difetto nella verosimiglianza della storia allontani gli spettatori più esigenti in fatto di coerenza narrativa. Limiti oggettivi che non consentono, come fatto da alcuni, di inserire la serie tra le migliori produzioni anime Netflix. Sarebbe però un errore non riconoscere la qualità che emerge a livello grafico, con i colori brillanti che esprimono il loro meglio soprattutto nella rappresentazione degli spazi naturali, così come il mix tra violenza e delicatezza che appare tutt’altro che improvvisato, conferendo al racconto un sapore peculiare, difficilmente rintracciabile in altre anime. Dal punto di vista artistico la realizzazione in computer grafica non va confusa con l’animazione classica a cui siamo abituati: una scelta che a qualcuno può non piacere, ma che è stata condotta con attenzione dai curatori, in particolare nelle scene d’azione. La musica svolge una funzione drammaturgica importante, con eleganza e ritmi classici, in apertura e chiusura dei singoli episodi.
La purezza dell’anima di Kento e il rapporto speciale che si instaura tra lui e Anna indicano una strada di coesistenza tra daemon e uomini. Un piccolo miracolo che può farci compagnia nel periodo natalizio e rappresentare un augurio perché la coesistenza, non con daemon esterni, ma con i nostri demoni interni, sia possibile anche nel mondo reale e porti al superamento delle contrapposizioni.
Buona visione e buone feste a tutti.
DURATA MEDIA DEGLI EPISODI: 24 minuti
NUMERO DEGLI EPISODI: 13
DISTRIBUZIONE STREAMING: Netflix
GENERE: Animation Fantasy Adventure Sci-fi
CONSIGLIATO: a quanti cercano una serie anime sci-fi originale e delicata e continuano a credere nella ricerca ostinata e testarda della concordia.
SCONSIGLIATO: a chi cerca un disegno dal tratto pulito e una storia innovativa.
VISIONI PARALLELE: ci sono molteplici spunti, anche cinematografici, da menzionare: tra di essi ricordiamo in particolare la serie post-apocalittica HBO The Last of Us e Queste oscure materie in cui compaiono i daemon, anche se con caratteristiche diverse da quelle che troviamo in questa serie anime.
UN’IMMAGINE: più di una singola immagine, meritano la nostra attenzione tutte le forme assunte dai daemon che vediamo nel racconto: respingenti, disarmonici, a tratti inquietanti, con punte di eccellenza nel grande daemon ragno protagonista dell’episodio “Il collezionista”; i daemon sono rutilanti di colori e strabordanti creatività, accomunati dall’odio della maggior parte degli umani che vedono in loro solo un nemico o, al massimo, uno strumento per raggiungere i propri fini.


