Cannes 2020: le prime indiscrezioni sui titoli che avranno l’etichetta del festival

Come annunciato da Fremaux qualche giorno fa, anche se il Festival di Cannes non si svolgerà quest’anno, la commissione di selezione ha deciso di rilasciare un’elenco di 50 titoli (!!!) che ricevereanno una sorta di etichetta del festival e potranno fregiarsene, pur senza essere mai stati selezionati.

Questi film dovranno promettere di avere un uscita, in sala, tra giugno 2020 e aprile 2021.

Cannes rivelerà i suoi 50 selezionati il 3 giugno alle ore 18 in diretta sui suoi social e sul sito.

La scelta di Fremaux non si capisce fino a che punto sia un gesto di generosità, verso una serie di film che dal marchio di Cannes possono trarre giovamento nel loro percorso distributivo, e quanto sia invece puro esercizio di potere da parte di quello che si considera il festival più importante al mondo.

Venezia ha già fatto sapere che nessuno dei 50 titoli sarà poi preso in considerazione per la Mostra di settembre.

Fatto sta che alcuni film – Tre Piani di Nanni Moretti e DNA di Maiwenn – pare stiano a questo punto rifiutando l’etichetta, rivolgendosi agli altri festival d’autunno, che verosimilmente, sia pure in misura ridotta, potranno comunque svolgersi.

Altri autori stanno valutando l’uscita online o la cessione a qualche gigante dello streaming e altri ancora hanno deciso di attendere il 2021, come Annette di Leos Carax con Adam Driver e Marion Cotillard, On A Clear Half Morning di Bruno Dumont con Lea Seydoux, Petrov’s Flu di Kirill Serebrennikov, Ahed’s Knee di Nadav Lapid, Lost Illusions di Xavier Giannolli e Benedetta di Paul Verhoeven.

Tra quelli che invece pare ci saranno nella lista di Cannes troviamo il film di Wes Anderson, che avrebbe probabilmente aperto il festival con il suo The French Dispatch, Another Round di Thomas Vinterberge l’immancabile Naomi Kawase con Comes Morning.

Possibili anche i nuovi film di Francois Ozon, Ete 85, e di Apichatpong Weerasethakul. Memoria, con Tilda Swinton. Così come è possibile che ci sia Sofia Coppola con il suo On the rocks con Bill Muray, prodotto da A24 e Apple.

Secondo Variety, è probabile che alla fine nella lista dei 50 ci siano molte opere prime e seconde che sarebbero finite alla Semaine de la Critique e giovani autori, più bisognosi di sostegno.

Tuttavia, se è verissimo che Cannes riveste un ruolo centrale per la diffusione e il successo del cinema d’autore internazionale, questo accade non per il meccanismo di selezione di Fremaux e collaboratori, ma per il fatto che poi quei film vengono visti, discussi, commentati, rilanciati e premiati dall’enorme crogiolo di addetti ai lavori, critici, giornalisti, distributori, produttori, giurati, che converge sulla Croisette in quei due fine settimana di maggio.

Purtroppo la storia di ogni festival è piena di film selezionati, proiettati, che non hanno avuto alcuna fortuna: perchè la sola selezione non è garanzia di nulla, se non di uno spazio concesso nella grande e affollata vetrina di Cannes.

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