La grandi catene americane boicotteranno la Universal?

Dopo la diffusione da parte di Universal dei dati incoraggianti dell’uscita in VOD e nelle poche sale aperte della sua animazione Trolls World Tour (95 milioni di dollari guadagnati in 19 giorni di noleggi), due delle maggiori catene di sale americane hanno annunciato un boicottaggio dei loro film.

I termini del VOD sono piuttosto vantaggiosi, perchè garantiscono a favore dello studio l’80% dell’incasso: per Universal circa 77 milioni di dollari di ricavi (dai quali vanno tolte le spese di pubblicità e marketing).

Tuttavia la scelta di Universal ha rotto il sistema delle finestre di sfruttamento, che anche negli Stati Uniti viene rispettato rigidamente.

La risposta delle sale è stata immediata. La AMC ha replicato: In futuro, AMC non concederà in licenza alcun film Universal in nessuno dei nostri 1.000 cinema in tutto il mondo. Vogliamo essere assolutamente chiari, in modo che non vi siano ambiguità di alcun tipo. AMC ritiene che con questa azione proposta da Universal di andare contemporaneamente a casa e nei cinema, sta rompendo il modello di business e le relazioni tra le nostre due società. […]

Pertanto, immediatamente AMC non distribuirà più Film Universal in tutti i nostri teatri negli Stati Uniti, in Europa o in Medio Oriente. Questa politica colpisce tutti i film della Universal, entra in vigore oggi e quando i nostri cinema riapriranno, e non è una minaccia vuota o sconsiderata. Per inciso, questa politica non è rivolta esclusivamente a Universal ma si estende anche a qualsiasi cineasta che unilateralmente abbandoni le attuali pratiche di windowing in assenza di negoziazioni in buona fede tra di noi […]”

Pertanto niente Fast & Furious, niente Jurassic World, niente Bond con No Time to Die?

Oggi anche la Cineworld/Regal si è adeguata al bando: “La politica di Cineworld per quanto riguarda la finestra è chiara, ben nota nel settore e fa parte del nostro accordo commerciale con i nostri fornitori di film. Investiamo pesantemente nei nostri cinema in tutto il mondo e ciò consente agli studi cinematografici di fornire ai clienti di tutto il mondo la visione dei film nella migliore esperienza. Non c’è dubbio che il grande schermo sia il modo migliore per guardare un film. Universal ha scelto unilateralmente di rompere la nostra comprensione e lo ha fatto al culmine della crisi di Covid-19 quando la nostra attività è chiusa, più di 35.000 dipendenti sono a casa e quando non abbiamo ancora una data chiara per la riapertura dei nostri cinema”.

La guerra commerciale è solo all’inizio…

2 pensieri riguardo “La grandi catene americane boicotteranno la Universal?”

  1. E secondo questi “geni” con le sale chiuse come si dovrebbe fare a distribuire un film in sala?
    Persino l’Accademy ha deciso di ammettere agli Oscar anche i film non usciti al cinema e questi parlano di “finestre”?
    La Cineworld, per giunta, precisa anche che la loro attività è chiusa e non sanno quando potranno riaprire, riconoscendo implicitamente, a mio avviso, che i film non possono essere distribuiti in sala e ciò nonostante decide di seguire la stessa linea della AMC?
    Sarò scema, ma non ci arrivo.

    1. È semplicemente la paura che le scelte prese in situazione d’emergenza restino anche quando l’emergenza sarà finita… il sistema delle finestre d’uscita è l’unico che garantisce la sopravvivenza del cinema in sala. Se salta quello, le sale vedono la fine vicina…

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