The Ghost Bride. La prima serie cinese Netflix è un’occasione persa

The Ghost Bride **

Ambientata nel 1890 a  Malacca, nella Malesia peninsulare,The Ghost Bride è la storia di Pan Li Lan (Huang Peijia), una ragazza di 20 anni che per la società del tempo dovrebbe aver già preso marito. Lei invece non sembra interessata all’argomento e nemmeno all’idea di avere dei figli, forse spaventata dall’effetto che questa condizione ha avuto sulla sua migliore amica Yu Ling o forse perché nel suo cuore c’è posto solo per Lim Tian Bai (Ludi Lin), un amico d’infanzia allontanatosi per studiare medicina. Qualcosa di oscuro si sta però insinuando nella mente della ragazza: sogna con ricorrenza il suo corpo percorso da vene nere e sente delle voci  provenienti dall’aldilà. Quando la famiglia Pan viene invitata ad una festa a casa Lim, la ragazza riceve una proposta di matrimonio davvero inaspettata: Madam Lim vorrebbe che Li Lan sposasse il figlio Lim Tian Ching (Kuang Tian), morto da poco in circostanze non del tutto chiare. Lei diverrebbe la sua sposa, così da non lasciarlo solo nell’aldilà, ricevendo in cambio tutti i benefici legati all’appartenenza ad una famiglia ricca e potente.

La proposta di matrimonio non è l’unica sorpresa ad attenderla: in una stanza dedicata alla memoria di Lim Tian Ching conosce un servitore che a breve si rivelerà niente meno che un Guardiano Celeste, Er Lang (Wu Kang Ren), intento ad investigare proprio su Tian Ching, sospettato di aver corrotto un giudice nell’aldilà per ritardare il suo giudizio eterno. Lim Tian Bai, cugino di Lim Tian Ching, nel frattempo è tornato dagli studi di medicina svolti presso l’Università di Hong Kong e si prepara ad un matrimonio nell’interesse della famiglia. Un colpo duro per Li Lan che cerca di mascherare ed elaborare il proprio rammarico; come se non bastasse il padre cade gravemente malato a seguito di un viaggio d’affari compiuto nonostante le precarie condizioni di salute: giace tra la vita e la morte e l’unico a poterlo salvare sembra essere il fantasma di Lim Tian Ching che le promette di aiutarla se lei acconsentirà a sposarlo e si impegnerà a scoprire chi lo ha avvelenato.

Una storia affascinante e dalle molteplici possibilità espressive, basata sull’omonimo romanzo della scrittrice Yangsze Choo di grande successo (soprattutto in America). Alla base della trasposizione c’è una sensibilità orientale veicolata nel contesto culturale e produttivo occidentale dallo showrunner Kai Yu Wu, taiwanese-americano legato all’ambiente Hollywoodiano.

Motore degli eventi è il matrimonio tra Li Lan e Tian Ching. La possibilità di sposare un morto non è un’esclusiva cinese, ma è una pratica diffusa anche in altri Paesi: ad esempio in Francia dal 1959 ad oggi sono stati celebrati un centinaio di matrimoni di questa tipologia. Un modo di suggellare un amore che la scomparsa prematura del partner ha impedito di portare all’altare. In Cina però ci troviamo di fronte ad un vero e proprio rituale il cui obiettivo è radicalmente diverso: non c’è desiderio di vincere la morte o intenzione di negarne il potere, l’obiettivo è piuttosto migliorare le condizioni del defunto nell’aldilà. Le anime dei morti vengono scortate nel mondo delle tenebre dagli antenati, ma gli serve una compagna/o per poter pienamente realizzare l’armonia del principio maschile (yin) e di quello femminile (yang). Una tradizione (Yin Hun) che ha assunto diverse forme negli anni: non solo la possibilità per una donna ancora viva di sposare un conoscente defunto, come avviene nella serie, ma anche quella di unire in matrimonio due defunti che in vita non si conoscevano nemmeno. La pratica dello Yin Hun trova diffusione anche nella Cina contemporanea, una delle più importanti economie del Pianeta, un Paese tecnologicamente avanzato, ma con sacche di resistenza delle tradizioni difficili da adeguare ai tempi. Le conseguenze sono molteplici, tra cui fatti di cronaca relativi al furto di cadaveri, in particolare nelle province del Nord, come  lo Shaanxi, la Shanxi, l’Henan. Un cadavere di una giovane donna libera, morta da poco, può valere oltre 3 mila dollari, mentre quelli sepolti da più tempo perdono valore ed hanno meno mercato.

Nello show la dimensione dell’interesse materiale e di quello metafisico sono intrecciate: il matrimonio ha il duplice valore di alleviare i problemi economici della famiglia Pan ed al contempo la famiglia Lim è davvero convinta che questo possa rendere migliore la vita del giovane figlio defunto. Manca però ogni riferimento al Dao e anche lo spirito di Tian Ching sembra aspirare alla compagnia fisica di una donna più che ad un congiungimento che realizzi l’armonia celeste.

Il rapporto tra il singolo e la propria famiglia è al centro delle scelte compiute da tutti i protagonisti: è il bene della famiglia di appartenenza a spingere Lim Bai ad accettare di sposare una ragazza che non ama veramente, il padre di Li Lan a rischiare la vita per risollevare la condizione economica dei Pan, Li Lan stessa a valutare con attenzione la proposta di diventare una sposa fantasma. Il rapporto familiare è vissuto con senso di responsabilità e riconoscenza, ma sembra soprattutto un vincolo di cui alla fine i protagonisti riusciranno a liberarsi non con eclatanti azioni di rottura, ma grazie soprattutto ad eventi che, per quanto drammatici (l’arresto della promessa sposa di Lim Bai), metteranno Li Lan e Lim Bai nelle condizioni di compiere delle scelte diverse.

La serie è nel complesso un mix ben equilibrato tra thriller con sfumature da horror metafisico e storia romantica in costume: la rappresentazione attinge a stili e generi molto diversi tra di loro, ma sempre in modo misurato e con mano ferma. Kai Yu Wu (tra gli altri Carnival  Row), riesce a miscelare diversi stili narrativi in un prodotto fresco, con il tono della favola. Gli attori sono tutti professionisti navigati, riconosciuti sul mercato orientale, ma non solo: il protagonista maschile, il guardiano celeste Er Lang, è interpretato da Wu Kang Ren (A touch of Green e White Ant), Ludi Lin (Power Rangers e Aquaman) è Lim Tian Bai, mentre Li Lan ha il volto di Huang Peijia, conosciuta per Roseki e Cha Cha for Twins. Una deliziosa Susan Leong interpreta Amah, la tata della famiglia Pan.

Il cast ed i mezzi profusi testimoniano dell’importanza di questo progetto per Netflix, alla sua prima serie realizzata in lingua mandarina, ma al contempo non possono che aumentare il rimpianto per lo spettatore che avrebbe voluto veder meglio utilizzati i mezzi a disposizione. La vicenda infatti propone un immaginario visivamente poco incisivo, sia per la ricostruzione di Malacca che per quella dell’aldilà. Il paragone con la Chinatown di San Francisco che abbiamo ammirato in Warrior è sufficiente per cogliere la differenza che intercorre tra una ricostruzione posticcia ed una che ha un vero respiro storico. Lo stesso ragionamento vale per il limbo dove i defunti sono in attesa del loro giudizio, troppo piatto per creare reale inquietudine nello spettatore. Le ancelle robotiche di Li Lan sono poi una soluzione kitsch che non fa né sorridere né spaventare, francamente una stonatura evitabile. Anche i profili emotivi dei protagonisti risultano troppo superficiali ed adatti ad una sit-com locale più che ad una serie che intende costruire una reale negoziazione con un pubblico internazionale.

In sostanza la serie rappresenta un’occasione di intrattenimento vivace e senza pretese, a tratti godibile, ma nel complesso inadeguato all’ambizione della produzione.

Titolo originale: The Ghost Bride
Durata media degli episodi: 50 minuti
Numero degli episodi: 6
Distribuzione streaming: Netflix
Genere: avventura, horror, thriller, romantico

Consigliato: a chi cerca una storia orientale in costume in cui l’horror non faccia troppa paura e le parti romantiche alleggeriscano la tensione della ricerca dell’assassino. Di piacevole visione anche per il numero ridotto degli episodi e per la durata media (50 minuti circa).

Sconsigliato: a chi ama le ricostruzioni storiche accurate e realistiche, i personaggi complessi e le tonalità di chiaro/scuro. E naturalmente a quanti mal digeriscono i sottotitoli, dato che l’audio è solo in inglese ed in mandarino.

Visioni parallele: The ghost bride – la sposa fantasma di Yangsze Choo, edito in Italia da Harper Collins e tra i bestseller del New York Times.

Un’immagine: il cuoco della famiglia Pan, Mr Wong, rivede spesso il fantasma di un amico d’infanzia, annegato mentre erano insieme al lago. Prima di morire sogna di ritrovare il bambino e che questi lo riconosca, anche se anziano, lo prenda affettuosamente per mano e lo porti a nuotare, come facevano una volta.

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