C’era una volta a Trubchevsk, una cittadina della Russia sud occidentale, una coppia di amanti vicini di casa.
Lui camionista, lei casalinga che arrotonda realizzando sciarpe, guanti e abiti a maglia di lana. Entrambi infelicemente sposati, si ritrovano sullo spazioso automezzo di lui, all’insaputa dei rispettivi coniugi.
Una tormenta di neve la notte di Capodanno e un guasto al camion fanno sorgere i primi dubbi.
Il ritrovamento di una sciarpa malandrina li rafforzano, fino a quando la situazione, in primavera, precipita. Ma se lei abbandona il tetto coniugale e si trasferisce poco lontano in una casetta di fortuna, lui non ne vuole sapere di lasciare la moglie e il figlio, incapace di prendersi le sue responsabilità e preferendo un’ipocrita doppia convivenza.
La commedia di Larisa Sadilova è semplice, essenziale, ma piuttosto gustosa. Ha il pregio di scegliere due attori bravissimi, dai volti assolutamente comuni e plausibili, che mantengono il tono su un’invidiabile leggerezza. Gli ottanta minuti di durata risolvono perfettamente ogni svolta narrativa, lasciando il gusto agodolce che tutte le commedie dovrebbero avere.
Nel lavoro della Sadilova sembra di riconoscere le commedie di Konchalovsky, la sua abilità nel raccontare la provincia più desolata, tra echi del passato, moralità intermittente e orgoglio patriottico.
Niente di memorabile, sia detto chiaramente, ma un onesto ritratto familiare, che non sfigura ad Un certain regard, soprattutto perchè ambizione ed esiti si tengono a braccetto.


