Moviepass: la app che sta rivoluzionando il business del cinema in sala

Moviepass. Mitch Lowe.

Segnatevi questi due nomi, perchè ne sentirete parlare a lungo, anche se non abitate negli States.

Moviepass è un’app che esiste dal 2011 e funziona così: si paga un abbonamento mensile di 40 o 50 dollari e si può andare a cinema, nelle sale convenzionate, a vedere un film al giorno, tutti i giorni del mese.

L’idea su cui era nata era quella di coinvolgere tutti quelli che andavano a cinema più di frequente, almeno 18 volte all’anno e consentirgli di avere più servizi e qualche sconto.

La app aveva, fino al 2017, circa 20.000 iscritti.

Tutto questo almeno sino a quando è diventato CEO Mitch Lowe. Che ha cambiato radicalmente l’impostazione di fondo. Il prezzo dell’abbonamento mensile è sceso drasticamente a 9.95 dollari. Una follia, ma fino ad un certo punto, perchè l’obiettivo è quello di coinvolgere non solo i cinephiles, ma quelli che mettono piede in sala solo 3-4 volte l’anno, che acquistano la carta con la promessa di un servizio migliore ad un prezzo competitivo, ma poi non cambiano troppo le loro abitudini, abbattendo così le presumibili perdite iniziali.

E’ il modello comune a tutte le startup americane del mondo della comunicazione e dell’entertainment:  ovvero investimenti spropositati di venture capital iniziali, grandi perdite, la fidelizzazione di una larga base di clienti, la creazione di un piccolo monopolio e solo in un secondo momento un business plan che consenta di fare utili.

Nell’estate del 2017 Moviepass è stata venduta alla Helios +Matheson, una società di raccolta dati, di analytics.

A beneficiare di più di Moviepass sono i film adulti e quelli di medio budget, che uno spettatore normale non si sente in dovere di vedere a cinema, come accade per un blockbuster o un cinecomic, ma che invece con il beneficio di un abbonamento fisso, ha un incentivo a gustare sul grande schermo. secondo Lowe: “I nostri clienti raddoppiano i film che vedono in sala da quando stanno con noi. E una grandissima parte di quei biglietti staccati in più sono per film di mid-budget

Il sistema funziona con un semplice bancomat Mastercard, con cui pagare alla cassa dei cinema. L’utente versa solo 9.95 dollari al mese a Moviepass, la differenza alle sale la paga la società, caricando sul bancomat la cifra esatta dei biglietti per la sala.

Sono esclude proiezioni in 3D e IMAX per ora.

Il secondo step della strategia di Lowe era quello di coinvolgere sempre più catene di cinema per ampliare il servizio e renderlo appetibile per tutti.

Il terzo passo annunciato a gennaio, durante il Sundance, è l’entrata diretta nella distribuzione dei film con la MoviePass Ventures.

Le mosse stanno funzionando. Moviepass è passata da 20.000 a 2.000.000 di utenti in un anno, con l’obiettivo di chiudere il 2018 a 5.000.000.

E qualche giorno fa ha concluso un accordo con la catena Landmark di Mark Cuban che possiede 53 cinema negli USA. Si tratta di una catena di medie dimensioni rispetto ai giganti AMC e Regal, ma è un primo passo che sta spaventando i grandi esercenti.

Se pensate a Mitch Lowe come ad un ragazzino della Silicon valley vi sbagliate di grosso. E’ signore di mezza età, uno che arriva da esperienze molto diverse, ha lavorato fin dal 1982 nella distribuzione homevideo, creandonel 1984 la catena di chioschi VideoDroid, quindi è stato vicepresidente a Netflix, quando era una start up agli esordi dal 1997 al 2003, poi è passato a McDonald’s, a Redbox ed in altre realtà prima di approdare nel giugno 2016 a Moviepass.

Ovviamente molti sono preoccupati dalla crescita esponenziale di Moviepass, che rischia di prendersi un pezzo della enorme torta di 11 miliardi dollari che è il fatturato delle sale negli Stati Uniti e rischia, un po’ come Netflix, di sminuire il valore che il consumatore attribuisce al singolo film. Ma almeno preserva la bellezza dell’esperienza in sala.

Come ha detto Lowe: “È un’illusione che lo streaming si stia mangiando la fruizione in sala. Netflix non capisce che guardare una commedia da soli non ha niente a che vedere con l’esperienza-fuori-di-casa”.

E chissà che quel modello non sia esportabile ancor più facilmente in Europa…

Nel frattempo il successo di Moviepass ha reso la compagnia ancora più aggressiva sul versante dei prezzi: i nuovi sottoscrittori avranno accesso ai servizi alla strabiliante cifra di 6.95 dollari al mese.

 

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