Martin Scorsese tra Dylan e Teddy Roosevelt

Due notizie su Martin Scorsese, infaticabile e attivissimo su molti fronti contemporaneamente.

La prima notizia riuarda il Premio Nobel Bob Dylan: Scorsese starebbe lavorando ad un nuovo documentario dopo il leggendario No Direction Home, che racconterà gli anni della Rolling Thunder Revue, il tour organizzato da Dylan per i duecento anni degli Stati Uniti, assieme a Joan Baez, Roger McGuinn, Sam Shepard, Allen Ginsberg, T. Bone Burnett: fu il suo ritorno sulle scene dopo molti anni di silenzio, a cavallo tra il 1975 e il 1976.

A rivelarlo è lo storico Douglas Brinkley: “Martin Scorsese is doing a documentary right now on the Rolling Thunder Revue and I’ve been able to get copies of all of the interviews that have been done by the Scorsese team over the decades as a primary source for my book”.

La seconda notizia, che va presa con il beneficio del dubbio la rivela Deadline: Di Carpio sarebbe pronto a collaborare per la sesta volta con Scorsese su una biografia di Teddy Roosevelt, l’amatissimo ventiseiesimo presidente degli Stati Uniti, uno dei quattro raffigurati sul Monte Rushmore.

Politico e militare populista e spregiudicato, si distinse nella Guerra Ispano-Americana, guidando la cavalleria di volontari Rough Riders a Cuba e poi fu eletto governatore dello Stato di New York. Dopo due anni fu scelto come vicepresidente dal repubblicano William McKinley e gli subentrò nel 1901, quando quest’ultimo fu assassinato. Entrò in carica a 42 anni: ancora oggi è il presidente più giovane mai entrato alla Casa Bianca.

Riconfermato nel 1904, fu un fervente riformista in favore dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente. In politica estera, fu altrettanto spregiudicato e di fece incaricare come mediatore nel conflitto russo-giapponese.

Dopo aver convinto le parti a siglare la pace nel settembre del 1905, ebbe enorme popolarità anche all’estero, coronata dal Premio Nobel per la Pace.

L’interesse di Di Caprio per il personaggio è certamente condivisibile. Quello di Scorsese forse un po’meno. Staremo a vedere se il progetto si concretizzerà davvero. Per ora Scott Bloom, uno degli amici più stretti di Di Caprio, sta lavorando alla sceneggiatura.

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