Christopher Nolan e le strategie di Netflix

Nelle roundtable di presentazione di Dunkirk, Christopher Nolan si è più volte soffermato sul valore di una corretta presentazione cinematografica del suo film, girato in IMAX e con cineprese 65mm e inevitabilmente è stato chiamato a dire la sua sulla querelle Netflix.

In un’intervista a Indiewire, in particolare ha chiarito il suo punto di vista, sia rispetto agli investimenti che la casa di Reed Hastings sta lanciando a sostegno di registi e opere di qualità, sia rispetto alla guerra che Netflix ha lanciato alla distribuzione tradizionale e al sistema delle ‘finestre’ di esclusiva.

“I think the investment that Netflix is putting into interesting filmmakers and interesting projects would be more admirable if it weren’t being used as some kind of bizarre leverage against shutting down theaters. It’s so pointless. I don’t really get it.  Netflix has a bizarre aversion to supporting theatrical films. They have this mindless policy of everything having to be simultaneously streamed and released, which is obviously an untenable model for theatrical presentation. So they’re not even getting in the game, and I think they’re missing a huge opportunity”.

L’altro gigante dello streaming, Amazon, sta lavorando su una prospettiva molto diversa: “You can see that Amazon is very clearly happy to not make that same mistake. The theaters have a 90-day window. It’s a perfectly usable model. It’s terrific.”

Per quanto riguarda Dunkirk, il film ha bisogno di essere visto in maniera immersiva: “Make you feel like you are there, and the only way to do that is through theatrical distribution. The only platform I’m interested in talking about is theatrical exhibition”.

Secondo Nolan questa strategia d’attacco di Netflix non ha nulla di innovativo o di futuristico: si tratta della medesima battaglia in corso sin dall’avvento dell’home video alla fine degli anni ’80.

“I grew up in the ‘80s, the birth of home video. Your worst nightmare in the ‘90s as a filmmaker was that the studio would turn around and go, ‘You know what? We’re going to put it on video instead of theaters.’ They did that all the time. There’s nothing new in that […] So the idea that you’re disrupting the existing distribution mechanism has somehow assigned a kind of futuristic value to something that’s always been about lowest common denominator stuff. If Netflix has made a great film, they should put it in theaters. Why not? Stream it 90 days later”.

Non potremmo essere più d’accordo con Nolan. In particolare quando si fa passare una battaglia di retroguardia, il cui unico scopo è quello di creare l’ennesimo monopolio ai danni dello spettatore, come una svolta di modernità e di ineluttabile trionfo tecnologico.

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