Lake Como Film Festival: Qui Pro Quo / Essential Killing

Qui pro quo

Venerdì 19 luglio 2013 ore 21.30 Arena del Teatro Sociale

Ingresso 8 euro

QUIPROQUO di Elisabetta Sgarbi

Ideazione e regia: Elisabetta Sgarbi. Interviste: Eugenio Lio. Fotografia: Andres Arce Maldonado, Elio Bisignani. Montaggio: Andres arce Maldonado, Elisabetta Sgarbi. Musica: Franco Battiato. Italia 2011. 65 minuti.

Chi può ancora usare, senza tradire un sorriso di scherno, la parola “avanguardia” o l’espressione “essere all’avanguardia”? Avanguardia è una parola che appartiene all’archeologia della cultura, come si parlasse dei fenici che ci hanno tramandato le lettere dell’alfabeto o degli egizi che ci hanno consegnato le proporzioni numeriche?

Oppure è una parola che, vivendo, come vive, nell’uso comune del nostro linguaggio, designa qualcosa di ancora vivo e operante, fosse pure nel segno dell’aspirazione utopistica o vagamente sognante? E le Avanguardie davvero tali, quelle che, lancia in resta, partirono all’assalto del ventesimo secolo, cosa hanno a che fare con le ultime avanguardie, le neoavanguardie, il Gruppo ’63, con la Transavanguardia. E con Giotto?

E, ancor di più, cosa hanno in comune con un cardiochirurgo che brevetta un sistema, edge to edge, per operare la valvola mitralica o con una giovane che studia nuove forme di polimeri per costruire case nello spazio? Elisabetta Sgarbi – come aveva tentato di fare in Se hai una montagna di neve tienila all’ombra. Un viaggio nella cultura italiana – non intende dare risposte, né dimostrare una tesi ma mostrare una vasta gamma di situazioni e opinioni, autorevoli e non, accreditate e non, del mondo accademico umanistico e scientifico, ma anche proprie del passante che sente questa parola, avanguardia, e ne ha una reazione.

Da Umberto Eco a Rossana Rossanda, da Ludovico Corrao a Vittorio Sgarbi a Achille Bonito Oliva, da giovani artisti che si confrontano con il pulviscolare mondo dell’arte a Angelo Guglielmi a Enrico Ghezzi al chirurgo Ottavio Alfieri, dalle avanguardie operaie al Gruppo 63, alla neoavanguardia, all’avanguardia storica, senza trascurare chi, questa parola, riesce ancora ad usarla con un briciolo di innocenza, gli scienziati e i chimici: tutti, sollecitati dalle domande di Eugenio Lio, tentano di guidarci in questo felicemente esploso mondo dell’ avanguardia per dirimere – se è da dirimere – la bellezza del suo quiproquo. Accompagnati dal guardare della cinepresa che tutto trasforma in quadro, in inquadratura. Così che la natura e il paesaggio urbano, industriale e postindustriale si semplificano in un’opera. D’avanguardia?

Elisabetta Sgarbi

Esordisce alla regia nel 1999 con il cortometraggio Mariko mori. Nello stesso anno realizza Stringimi, stringimi, Fla, Frammenti di una biografia per versi e voce, In serra (un arabo colpito dalla fuga occidentale) e Starless. Nel 2004 firma Notte senza fine, Amore, Tradimento, Incesto, il suo primo lungometraggio, con Galatea Ranzi, Toni Servillo, Laura Morante e Anna Bonaiuto. Seguiranno dei mediometraggi di trenta minuti ciascuno tra i quali segnaliamo Due contro una (2005), Neviche Ro (2006) e Tresigallo – Dove il marmo è zucchero (2006), scritto in collaborazione con Diego Marani e presentato al Festival di Locarno. Direttrice editoriale di Bompiani, da otto anni Elisabetta Sgarbi è anche direttrice artistica della Milanesiana, festival internazionale di letteratura, musica e cinema.

A seguire:

Essential-killing-cover-locandina

ESSENTIAL KILLING di Jerzy Skolimowski

Regia: Jerzy Skolimowski. Sceneggiatura: Jerzy Skolimowski ed Ewa Piaskowska. Fotografia: Adam Siora. Montaggio: Réka Lemhényi, Maciej Pawliński. Scenografia: Joanna Kaczjnska. Musiche: Pawel Mykietyn. Interpreti: Vincent Gallo, Emmanuelle Seigner. Polonia/Norvegia/Ungheria/Irlanda, 2010. 83 minuti.

Festival di Venezia 2010: Leone d’Argento Gran Premio della giuria e Coppa Volpi al Miglior attore a Vincent Gallo.

Un talebano, sentendosi braccato, finisce per sparare su tre soldati americani, in Afghanistan per tutt’altra missione. Catturato e trasferito in una prigione di guerra, nel cuore dell’Europa, un incidente stradale gli consentirà una fuga rocambolesca.
E’ un film sulla paura, Essential Killing: tesissimo, rarefatto, iperrealista. Skolimowski si affida allo sguardo del suo protagonista, che si difende attaccando e uccidendo chiunque gli capiti a tiro, in una fuga impossibile e disperata. La violenza è un linguaggio che non ha bisogno di parole: non a caso il protagonista troverà ospitalità solo grazie ad una giovane sordomuta, che condivide i suoi silenzi.
Un viaggio nell’orrore che abbandona presto ogni dimensione storica, per affondare le sue radici nell’istinto primordiale alla sopravvivenza. Magnifici i panorami mediorientali e norvegesi nei quali si muove un allucinato e travolgente Vincent Gallo.

Jerzy Skolimowski

Laureato alla prestigiosa Scuola Nazionale di Cinema di Lodz, Skolimoski debutta alla regia negli anni ’60. Orso d’Oro a Berlino nel 1967 con Il vergine. Il successivo La ragazza del bagno pubblico (1970) viene presentato a Venezia. Con L’australiano (1978) vince il Grand Prix a Cannes. Torna sulla croisette con Moonlighting (1982) e poi ancora con Acque di primavera (1989). La nave faro (1985) vince il Gran Premio della giuria a Venezia. Dopo l’adattamento di Ferdydurke dal romanzo di Gombrowicz, non dirige più film per 17 anni. Partecipa come attore a Mars Attacks, La promessa dell’assassino e The avengers.

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