Sono poche le ragioni per andare a vedere I figli della mezzanotte, almeno secondo i critici inglesi del Guardian. Peter Bradshaw assegna solo tre stellette su cinque all’adattamento dell’omonimo capolavoro di Salman Rushdie: la storia mantiene un ritmo incalzante nella prima metà per poi annacquarsi in un polpettone simil-telenovela, il cui unico merito e’ di spingere il pubblico a riprendere in mano il libro pubblicato per la prima volta nel 1980.
Catherine Shoard e’ ancor più drastica: due misere stellette su cinque e una condanna totale del lavoro di adattamento, frutto di Rushidie stesso in quasi vent’anni di lavoro:
What that does make it, however, is the world’s least essential adaptation. […] This is selfdefeating faithfulness, which genuflects so far as to insist the audience can’t be released for some 148 minutes, and employs actors perfectly cast to the point of blandness.
Ci sarà da fidarsi? I figli della mezzanotte e’ nelle sale italiane nel weekend di Pasqua.


