Gli spot del Superbowl. Super 8

Tradizionalmente durante il Superbowl vengono lanciati gli spot e i trailer più importanti della stagione.

In particolare vi segnaliamo quello di Super 8, la nuova creatura di J.J.Abrams, prodotta da Spielberg.

Il film della Paramount è ambientato nell’Ohio del 1979: sei giovani ragazzini stanno utilizzando una cinepresa Super 8 per girare il loro zombie movie personale, ma in una notte fatale il loro progetto li porta nei pressi di un binario della ferrovia, dove assistono a una spettacolare calamità: un camion si scontra con la locomotiva di un treno in passaggio, e l’infernale deragliamento che ne consegue riempie la notte dello stridore del metallo e di una pioggia di fuoco. A quel punto emerge qualcosa dai rottami: qualcosa di decidamente non umano.

Abrams si è soffermato su alcuni aspetti della pellicola in una intervista al Los Angeles Times (ndr. traduzione di Bad Taste):

Per me, tutto quello che la gente ha bisogno di sapere è che si tratta di una avventura ambientata in una piccola città, che è divertente, è dolce, è spaventosa e c’è qualcosa di misterioso: cos’è questa cosa che è scappata? Quali sono le numerose conseguenze della sua presenza? E quale effetto avrà sulle persone? So bene che non è abbastanza. Guarda, penso che dovremo fare un po’ di coming-out, perché il nostro film dovrà vedersela contro enormi franchise e prodotti, e la maggior parte delle persone nemmeno sa cosa significhi Super 8. Siamo una anomalia completa nel panorama degli enormi kolossal estivi. Non vogliamo stare così zitti da far sì che la gente non si interessi al film.

Si trattava di due progetti, che alla fine ho deciso di fondere a causa delle mancanze di ciascuno dei due. Il primo era una storia non-fantastica con dei giovani protagonisti, che cercavano di vedere il mondo e loro stessi attraverso l’obiettivo di una Super 8. Conoscevo i personaggi, conoscevo le situazioni, sapevo che ci sarebbero stati la lotta di classe e una storia d’amore alla base di tutto, e che sarebbe stato un film sul diventare adulti. Molti degli sceneggiatori che contattai non erano interessati. L’altro film era una storia ambientato negli anni settanta, e dedicato all’Area 51 e a come gli ansiosi ufficiali del governo decidevano che il modo migliore per proteggere il materiale classificato presente nella popolare base era mandarli in altre basi via treno. Uno di questi treni non sarebbe mai arrivato a destinazione.

Questo film racconta una storia sul superamento della perdita delle persone care, e sul cercare la propria strada e la propria voce. Un ragazzo che ha perso sua madre, e un uomo che ha perso sua moglie. C’è un padre di due ragazzi, che non è mai riuscito ad essere veramente padre a causa del periodo storico in cui vive. E’ un buon uomo, lavora duramente, ma non è mai stato un vero padre. Mano a mano che il processo di sviluppo del film proseguiva, mi sono reso conto che c’era il potenziale per realizzare il mio tipico film preferito, quello che ha un genere difficile da definire. Potremmo definirlo un film fantascientifico, oppure una storia d’amore, o una commedia, o uno spettacolo ricco di effetti visivi. E’ un cocktail che adoro, è quello che mi piace del cinema… ed è per questo che ho fatto questo film.

[…] Si tratta della storia di una famiglia con un solo genitore, la perdita della comunicazione, e il concetto di casa sia per gli umani che per… gli alieni. Il film inizia con una morte che avviene in una fattoria di una piccola cittadina, molto realistica.

Elle Fanning è nata per interpretare questa parte. La sua saggezza e la sua raffinatezza la rendono inquietante. 

Questo film è una vera sfida. C’è il nome di Steven, e il mio – per quello che vale – ma non abbiamo supereroi, non c’è nessun franchise alle spalle, non è un sequel, non ci sono grosse star nel cast. Non c’è alcun libro, alcun fumetto. Non c’è nulla. Non ho nulla, non ho nemmeno un gioco da tavolo, ecco come siamo messi. Ma penso che il film sia bello..

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