Chi si ricorda di Warren Beatty?

Anne Thompson, ex Variety, ora su Indiewire, analizza l’assordante indifferenza che pubblico e addetti ai lavori hanno dedicato alla documentatissima biografia di Warren Beatty, scritta da Peter Biskind e recentemente pubblicata negli Stati Uniti.

Un lavoro di ricerca e di raccolta di testimonianze durato vent’anni, a partire dal set di Dick Tracy, ha attirato l’attenzione, solo per il presunto numero di amanti collezionate da Beatty nei suoi anni d’oro, prima di incontrare Annette Bening.

Eppure Beatty è stato un attore sensibilissimo, un regista coraggioso ed un appassionato sostenitore delle battaglie dei democratici per oltre mezzo secolo.

Fino ai primi anni ’90 ogni suo progetto era atteso come un evento. E’ stato uno dei primi a sfruttare i personaggi dei fumetti e non ha dimenticato mai anche nelle sue commedie, il risvolto amaro del sogno americano: da Gangster’s StoryI compari, da Perchè un assassinio a Shampoo. L’insuccesso di Bulworth nel 1998 e l’orrendo Town & CountryAmori in città… tradimenti in campagna, forse ha prematuramente messo la parola fine sulla sua carriera.

Biskind, noto per il suo precedente e documentatissimo Easy Riders, Raging Bulls, sugli anni d’oro della new Hollywood, diventato anche un brillante documentario, qui sembra avere mancato il bersaglio, almeno dal punto di vista commerciale.

Imagine spending years on writing a book, frustrated by the in-and-out, push-pull participation of your subject, and when it’s done and published and in the world: nobody cares.

Why did Biskind’s exhaustive bio Star: How Warren Beatty Seduced America, come and go with so little fanfare?

Il perchè di questo fallimento è, per la Thompson, chiarissimo:

The main reason the 630-page book failed—despite massive rations of dish about Beatty’s constant womanizing and high-profile affairs with the likes of Julie Christie, Diane Keaton, Jane Fonda, Leslie Caron, Isabelle Adjani, Natalie Wood, Joan Collins, Michelle Phillips and Madonna—is that outside the aging membership of the Academy, no one knows who he is. Ex-Paramount chief Robert Evans lays it out to Biskind: “The only places Warren is known are Bel Air, Beverly Hills, Holmby Hills, and New York.”

Per sapere chi è Beatty, la Thompson suggerisce di rivedersi i film di Hal Ashby, Gangster’s Story di Penn ed il suo straordinario Reds.

For a reminder of what can go right—the films that Beatty the perfectionist artist will surely be remembered for in the history books—see the extraordinary trio of movies that he leaves as his true legacy: Arthur Penn’s Bonnie and Clyde and Hal Ashby’s Shampoo and Beatty’s own romantic epic Reds, a movie he willed into existence, that no one else could ever have gotten made.

Also well-worth seeing are his Heaven Can Wait and Dick Tracy, as well as Robert Altman’s McCabe & Mrs. Miller, ALan J. Pakula’s The Parallax View, Barry Levinson’s Bugsy, and Elia Kazan’s Splendor in the Grass

Ma forse non è solo l’inattività quasi ventennale di Beatty ad averlo trasformato dal golden boy di Hollywood nello sconosciuto settantenne di oggi. C’è di più…

One problem with Star is that Beatty’s compulsive controlling indulgent destructive behavior on movie after movie, torturing his collaborators, driving his lead actors crazy with endless retakes—Keaton and Adjani wouldn’t talk to him by the end of their shoots—gets tiring and repetitive to read about in gory detail, over and over again. It becomes painful. As one of many estranged screenwriters Beatty drove away, Bo Goldman says, “Warren is an underachiever. He could have been Orson Welles. He could have made five more wonderful movies, he could have been governor, he could have done everything, but his ego gets in the way. It’s a form of narcissism. It’s always about him.”

Secondo la Thompson e Biskind ormai Beatty ha deciso di vivere la sua vita attraverso i suoi quattro figli e la amatissima moglie. Forse i tempi del cinema, del suo cinema, sono passati… ma avrebbe meritato un finale degno di una grande storia hollywodiana, come la sua. Quentin Tarantino ci aveva provato, regalandogli una parte formidabile in Kill Bill: i motivi della rinuncia rimangono tuttora incomprensibili.

Clearly, he now lives vicariously through Bening and his four kids. Although the always-indecisive Beatty still toys with filming his long-back-burnered Howard Hughes biopic or some other last project, chances are he will never make another movie. “He sees himself as a player on the world historical stage,” says Biskind, “someone who might have been president or Secretary of State if Gary Hart had gotten elected, or Governor of California. For him to go out on Town and Country is humiliating…

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2 pensieri riguardo “Chi si ricorda di Warren Beatty?”

  1. Negli anni 70 era uno degli attori, più belli, famosi e bravi, adesso non lo conosce nessuno è colpa del tempo che passa, tutti guardano al presente ed al futuro. Il passato non interessa a nessuno perchè porta tristezza e depressione.

    1. io vivo di passato. E’ il mio continuare la vita nel ricordo dei bei tempi. Ho sofferto di depressione ora sto meglio. adoro i film anni 50 60.Mi danno gioia e mi immergo in quell’epoca tanto volentieri! Ho 62 anni compiuti! Viva la vita passata e futura!

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