Fantastic Mr.Fox

locandina

Fantastic Mr.Fox ***

Wes Anderson è indubbiamente uno dei più limpidi talenti emersi nel cinema americano della metà degli anni ’90: già con la sua opera seconda, Rushmore, aveva raggiunto la piena maturità artistica ed i temi di tutti i suoi film erano già compresi in quel feroce ritratto di precoce genio scolastico (Jason Schwartzman), innamorato della propria insegnante.

L’uso sapiente della musica pop, anni ’60 e ’70, le scenografie povere eppure coloratissime ed efficaci, una compagnia di attori e caratteristi, utilizzati in tutti i suoi film, l’ironia sottile e un po’ snob erano tutti elementi capaci di creare un piccolo universo narrativo, caratterizzato da straordinaria originalità, straniamento, magica malinconia.

E’ la famiglia al centro del suo cinema: ad Anderson interessano i rapporti tra padri e figli, tra mogli e mariti, tra amici d’infanzia e fratelli dispersi.

I suoi eroi sono in fondo dei losers, uomini fuori dall’ordinario, geniali, ma incapaci di rapportarsi alla vita ed allo spirito competitivo, così tipicamente americano, spesso frenati da famiglie troppo invadenti, da eredità troppo difficili da accettare.

Dopo il mirabile Rushmore, forse ancora oggi il suo capolavoro, Anderson ci ha regalato il ritratto caustico e meraviglioso della famiglia disfunzionale dei Tenenbaum con un Gene Hackman, bambino mai cresciuto, e tre figli frustrati e delusi dalle promesse irrisolte di un grande futuro, ormai dietro di loro.

Quindi è stata la volta delle avventure acquatiche di Steve Zissou: ancora una volta Bill Murray, ancora una volta un personaggio bigger than life, alla Jacques Cousteau, ossessionato dalla ricerca del rarissimo squalo giaguaro.

L’ultimo film, presentato a Venezia, era Il treno per il Darjeeling, un viaggio in India di tre fratelli (Schwartzman, Wilson e Brody) alla ricerca di un’identità familiare dispersa.

L’uso di panoramiche a schiaffo e carrelli velocissimi, alternati a piani fissi di elegante composizione e sintesi musicali degne di Scorsese hanno segnato anche stilisticamente il cinema di Wes Anderson.

Un cinema che disegna la perfezione, la cerca nel rapporto meraviglioso tra fantasia e realtà, per poi perderla irrimediabilmente nel confronto mai vincente con le aspettative della vita.

Con l’ultimo Fantastic Mr.Fox, Anderson si addentra nell’animazione in stop motion, senza peraltro perdere nulla del suo stile riconoscibilissimo e della sua prodigiosa creatività.

Adattando un racconto di Roald Dahl, autore che molto ha dato al cinema americano dell’ultimo decennio, Anderson ritrova la felicità espressiva degli esordi ed una storia perfettamente adatta alle sue corde.

Mr.Fox è un’altro dei perdenti di successo di Anderson: una volpe furbissima, abile predatrice di volatili, costretta alla routine familiare, dopo la nascita inaspettata di un figlio.

Riciclatosi giornalista e costretto a vivere in un buco sottoterra, sfrutta al volo l’occasione di una nuova casa su un albero, per ritornare alla sua vecchia vita, all’insaputa della moglie.

L’albero infatti è posto proprio di fronte ai tre cattivissimi allevatori della zona: Boggis, Bunce e Bean hanno enormi allevamenti di polli, anatre, sidro e tacchini.

Per una volpe scaltra come Mr.Fox sarà uno spasso riuscire a vincere tutte le misure di sicurezza delle tre fabbriche, per compiere redditizi colpi notturni, riempiendo la dispensa di casa di ogni prelibatezza.

La moglie naturalmente sospetta qualcosa, ma sarà la vendetta dei tre allevatori defraudati a sconvolgere la vita della famiglia Fox e di tutta la comunità del sottosuolo.

C’è spazio naturalmente per le consuete incomprensioni familiari, per un figlio finalmente capace di confrontarsi con l’eccezionalità del padre e per un assalto finale degno di un western.

Dire di più sarebbe un peccato, per un film che va goduto in tutta la sua generosa bellezza.

Mr.Fox, vestito esattamente come Anderson, ha la voce di George Clooney nell’originale, mentre Meryl Streep interpreta la moglie ed i consueti Bill Murray, Jason Schwartzman, Owen Wilson e Willem Dafoe danno carattere agli altri animali.

Il cattivissimo Mr.Bean è Michael Gambon.

L’animazione vecchia maniera è bellissima e l’assenza quasi totale del computer, aiuta a restituire una magia antica ai personaggi di Dahl/Anderson.

Le musiche di Alexandre Desplat, lo confermano come il più talentuoso compositore di musiche da film, capace di spaziare in un solo anno dal romanticismo di Benjamin Button, alle asprezze de Il profeta, fino al prossimo The Tree of Life di Malick.

I registi capaci di raccontare un mondo del tutto originale e di animarlo con personaggi fuori dall’ordinario sono sempre più rari, soprattutto se le loro fantasie non richiedono budget faraonici.

Wes Anderson è uno di questi.

Non perdete Fantastic Mr.Fox: la sua gioiosa malinconia vi resterà dentro; la sua brillante intelligenza vi lascerà senza fiato.

 

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